NBA: Philadelphia 76ers at Boston Celtics

Playoffs 2018: Celtics – Sixers

ROAD TO GLORY: come sono arrivate qui

Boston (2)-Milwaukee (7): 4-3

Mai stato così felice di aver sbagliato un pronostico. A onor del vero la colpa non è proprio mia, ma principalmente di Milwaukee. Sostenevo, e sono ancora convinto, che i Bucks siano più forti di questa versione giovanil-rimaneggiata dei Celtics. Ma hanno semplicemente giocato una serie inspiegabilmente e ingiustificabilmente sotto le loro potenzialità, permettendo a dei biancoverdi che hanno invece giocato sopra le loro possibilità di strappare la vittoria finale.

Giannis è stato meno “cattivo” dello scorso anno, ma ha comunque messo in piedi una prestazione di tutto rispetto, appena rallentato dall’idea (per altro geniale) di Stevens di dedicare Ojeleye alla sua marcatura.

Middleton lo ha supportato con una prestazione ai limiti dell’irreale (poco meno di 25 a partita, con quasi il 60% dal campo), ma tutto il resto della squadra (coach compreso) è stata semplicemente inadeguata. Parker e Maker hanno dimostrato con le sole 2 partite giocate al loro livello (le prime 2 in casa) che se loro fossero stati sempre quelli, la serie semplicemente non si sarebbe giocata. Per non parlare di Bledsoe, altalenante nel rendimento ma, peggio ancora, apparso del tutto slegato dai destini della squadra, sia quando giocava male che quando giocava bene.

Insomma, onore al merito dei Celtics (in primis a Stevens, che ha cambiato la serie con le sue trovate, a partire dal rookie Ojeleye in quintetto con compiti esclusivamente difensivi, praticamente una “box & one” ufficiosa), ma soprattutto infamia e disonore per dei Bucks che avevano veramente tutto quello che serviva per portarla a casa.

Philadelphia (3) – Miami (6): 4-1

Phila è semplicemente la squadra più in forma dei PO. Non la più forte (Houston e GS sono sempre saldamente davanti), ma quella che fin qui ha giocato meglio. Miami ha dato tutto quello che aveva, ma i Sixers si sono accorti che ci fosse un’avversaria in campo solo in gara 2, quando D–Wade ci ha regalato una prestazione (forse l’ultima) da all star, con 28 punti che hanno consegnato la vittoria in trasferta ai suoi. Per il resto Philly è stata perfetta. I due “quasi rookies” (Simmons ed Embiid) hanno partecipato alla prima postseason della loro vita come se non avessero mai fatto altro prima. Soprattutto Simmons ha diretto con tranquillità e controllo il gioco dei Sixers come un veterano di mille battaglie. Elyasova e Belinelli sono il fit perfetto per questa squadra, aggiungendo esperienza, professionalità, tiro da fuori, ball handling e punti nei relativamente pochi minuti che sono stati in campo. Redick in quella squadra lì è illegale. Miami dovrà accontentarsi di aver rivisto per un attimo il Wade dei tempi belli (magra consolazione, visto che si parla di ritiro, e in ogni caso non è proprio qualcosa su cui costruire il futuro) e di aver visto giocare finalmente a buon livello sul massimo palcoscenico Justise Winslow. Dopo una stagione che aveva fatto sorgere dubbi sul reale valore dell’ex pesca miracolosa dello scorso draft, finalmente Winslow ha giocato bene, ha difeso, ha segnato, perfino da fuori: il valore del giocatore ha finalmente ripreso a salire, cosa che tornerà utile agli Heat sia che vogliano tenerlo, sia che vogliano scambiarlo (le sue caratteristiche tecniche si sposano molto male con il tipo di squadra che Spoelstra ha costruito) portandosi a casa qualcosa in cambio. In compenso dopo questa serie c’è anche il dubbio sempre più forte che il max dato a Whiteside non sia stata così una buona idea, vista la magra figura registrata contro Embiid e, ancora peggio, in sua assenza!

Key matchups

Se c’è una squadra con cui i Celtics si accoppiano male è decisamente Phila.

In difesa, Simmons sarà un problema. Non potrà ovviamente marcarlo il play dei Celtics (Rozier), che per motivi di altezza sarà più probabilmente dirottato su Redick. Il difensore naturale dovrebbe essere Brown, che però parte con lo svantaggio dell’infortunio (non si sa quanto grave) occorso in gara 7. L’alternativa più credibile è Smart, al quale però mancano oltre 20 cm per poter essere realmente efficace (non che lui se ne faccia un problema …).

Embiid è un’altra dura sfida per la difesa biancoverde: Horford non ha i centimetri, mentre Baynes è volenteroso ed esperto, ma probabilmente troppo lento di piedi per poter contrastare continuativamente il centro avversario. Un’utile alternativa, almeno per non far danni e spendere 6 falli, sarebbe stato Theis, che purtroppo non è disponibile. Potrei evocare l’utilizzo di Monroe con scopi prettamente difensivi, ma in fondo questa è una preview, non un pezzo comico.

E poi abbiamo Covington, tutt’altro che immarcabile per Horford, che è in grado di muovere molto bene i piedi anche fuori area, ma che porterà il nostro miglior difensore in aiuto ben lontano dal pitturato, riducendo l’efficacia della miglior difesa della Regular Season.

Nella metà campo offensiva i C’s non avranno comunque minori grattacapi: la difesa dei Sixers è molto efficace, ben organizzata e ha a sua disposizione giocatori con dimensioni e atletismo fuori scala; non il massimo per una squadra che, specie in trasferta, fa un’enorme fatica a mettere punti a referto.

I due creatori di gioco rimasti ai Celtics sono:

Horford, che può battere l’uomo e generare attacco con buona efficacia, ma questo è così lontano dal suo bagaglio tecnico e approccio al gioco, che lo fa solo se proprio non può farne a meno (come ad esempio in gara 7), ma si vede che soffre e non è a suo agio a farlo. Di certo non può farlo continuativamente.

L’altro potenziale creatore di attacco è Rozier, che soffre invece del problema opposto: nella sua mente può creare un attacco da zero ad ogni possesso, la realtà è purtroppo che nonnonosta un cuore che fa provincia e flash di talento davvero incoraggianti, la continuità non è proprio il suo punto di forza.

Alla fine l’unico che potrebbe realisticamente avere un vantaggio 1vs1 continuativo con il proprio difensore è Tatum, che non dovrebbe avere grossi problemi ad aver ragione di Saric. Però mettere l’attacco di una squadra nelle mani di un rookie che non si chiami Ben o Donovan non mi mette proprio tranquillissimo.

Pronostico: Phila in 6

Giuro che non è scaramanzia (anche se un bis della performance delle preview del primo turno non mi spiacerebbe), ma solo fredda analisi della realtà.

I Sixers hanno dimostrato nella serie precedente di non temere una squadra di talento modesto che usi come proprie armi un ottimo coach, un buon sistema di gioco e tanta buona volontà: i Celtics a talento stanno messi un po’ meglio, ma parliamo di inezie.

Ci sono 3 elementi che determinano l’esito di una serie:

Quale delle 2 squadre è più forte come potenziale

Quanto i Celtics riescano a giocare a livello del proprio potenziale

Quanto i Sixers riescano a giocare a livello del proprio potenziale

La risposta alle prime 2 domande è pressochè certa: i Sixers sono più forti e i Celtics daranno il 110%. Quindi le possibilità dei Celtics di ribaltare il pronostico sono tutte legate al fatto che Phila giochi al di sotto delle proprie possibilità; cosa che certo può sempre succedere, ma che al momento non ci sono concreti elementi per prevedere che accada.

Vae Victis

Carlo Torriani

Carlo Torriani

Colpito a tradimento dal virus della palla arancione nel lontano ’92, quando sono rimasto folgorato vedendo giocare il ragioniere di Spokane (John Stockton, per chi colpevolmente non lo sapesse), da allora non sono più riuscito a disintossicarmi, e sono diventato un NBA addicted. Mi diletto maniacalmente anche nella pallacanestro giocata, con risultati che di rado superano la soglia del dilettantismo spinto. Ah, ho anche un lavoro vero (per quanto lo possa essere un’occupazione nell’informatica), ma quello è meno interessante... Sposato e con 2 figli, il primo già sapientemente instradato sulla via della palla cesto.

 

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