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Philadelphia 76ers: una poltrona per tre

Tutto sommato è abbastanza semplice sentenziare, all’alba del 2017, che a Philadelphia Joel Embiid, Jahlil Okafor e Nertens Noel si stiano pestando i piedi.

Eh, abbiamo scoperto l’acqua calda…

Trovare buoni minuti per tutti e tre i Pivot a disposizione è davvero una impresa impossibile. Embiid oltretutto al momento viaggia a 25 minuti di media solamente perché lo staff medico dei Philadelphia 76ers lo sta tenendo al guinzaglio, con il suo pieno recupero le cose per gli altri due potranno solo peggiorare. A meno che Embiid non riesca a coronare il suo sogno di giocare da play prima o poi. Lo ha detto davvero, solo per questo.

Più seriamente, Coach Brett Brown si è posto il problema di una possibile coesistenza dei tre, purtroppo senza successo. Solo Noel e Embiid sembrano potenzialmente funzionare insieme in campo, ma solo per brevi spezzoni di partita, e solo in situazioni particolari.

La stagione scorsa ha invece dimostrato che la coppia Noel-Okafor non funziona. Per motivi diversi, nessuno dei due riesce a produrre da ala forte. Limitato in attacco il primo, impacciato in difesa il secondo. Quest’anno poi, nonostante un paio di infortuni abbiano tenuto lontano dal campo Noel all’inizio, non abbiamo praticamente mai visto insieme in campo Embiid e Okafor. Convivenza impossibile tra i due.

Perché scegliere 3 Pivot negli ultimi 4 Draft NBA?
E dopo averli scelti, non sarebbe stato meglio scambiare qualcuno ad un certo punto?

Analizziamo le due questioni separatamente. Cerchiamo di capire se davvero sarebbe stato semplice muoversi in maniera diversa, per arrivare ad avere oggi una situazione diversa.

Scelte ai Draft NBA

Draft 2013: I 76ers hanno la loro prima scelta al numero 11.

Il Draft è di un buon livello, qualitativamente parlando. I prospetti interessanti sono parecchi. Proprio per questo, l’errore è dietro l’angolo. Vengono scelti, nell’ordine: Bennet (eh, appunto, facile parlare oggi), Oladipo, Porter, Zeller, Len. Alla 6 i Pelicans scelgono Noel, poi seguono McLemore, Caldwell-Pope, Burke, C.J McCollum. Con la 11 i 76ers scelgono Michael Carter-Williams. A Phila pensano di sacrificare Jrue Holiday per la scelta dei Pelicans, Noel diventa quindi un Sixer.

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Difficile criticare le scelte fatte. Innanzitutto va ricordato che Noel era dato come possibile prima scelta prima dell’infortunio subito in NCAA (che poi lo terrà fuori l’intera stagione 2013-2014). Scambiare un buon giocatore come Holiday per permettere al futuro rookie dell’anno Carter-Williams di trovare spazio e minuti in campo è una scelta intelligente. Se poi nel fare questo porti a casa anche quella che era una potenziale prima scelta assoluta (in un Draft dal livello più che onesto), io credo si possa parlare di capolavoro.

Ok, col senno di poi siamo tutti bravi. Avendo saputo di Okafor e di Embiid probabilmente meglio scegliere un altro piccolo, oppure meglio tenere Holiday. Avendo avuto una palla di vetro, con un C.J McCollum o addirittura un Antetokounmpo (scelto alla 15) chissà dove sarebbero oggi i 76ers. Ma con le informazioni in possesso in quel momento, impossibile far meglio per la franchigia. Comunque sia, la scelta di un lungo nel 2013 non è di sicuro sbagliata in quanto tale.

Draft 2014: I 76ers hanno la numero 3

Hai già Noel a roster, viene facile pensare “prendiamo un piccolo”. Vengono scelti prima Andrew Wiggins e poi Jabari Parker. Ma alla 3 chi avrebbero potuto chiamare i Sixers? Smart? Exum? Qui, a differenza del Draft precedente, nemmeno il “senno di poi” svaluta la scelta fatta da Samuel Hinkie. Philadelphia chiama Joel Embiid. Oltre a lui vengono draftati Saric (scelto dai Magic, in cambio di Payton, scelta di Phila), McDaniels, Grant, Micic, McRae, con fortune alterne. C’è un futuro NBA Champions tra questi, comunque.

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Ma, ai fini della discussione che stiamo facendo, l’unica chiamata che ci interessa è Embiid. Potremmo discutere sulle altre, ma difficile non promuovere a pieni voti la prima di Hinkie al Draft 2014.

Embiid in realtà ha esordito solo pochi mesi fa, a causa di un lungo infortunio che ne ha messo addirittura a rischio la carriera. Ad ogni modo, il talento dimostrato in questa prima parte di stagione giustifica la scelta nel 2014, nonostante il ruolo, nonostante Noel. Non c’erano infatti piccoli all’altezza (non ho resistito al gioco di parole) e tra i lunghi allora disponibili il buon Joel è sicuramente quello che ad oggi ha dimostrato più talento. L’alternativa? Randle. C’è poi chi avrebbe preferito Aaron Gordon. Rispetto l’opinione, non la condivido. Anche qui, perfetti i Sixers secondo me.

Draft 2015: I 76ers hanno ancora la 3

La scelta è già scritta, D’Angelo Russell. Hai Noel, hai Embiid (che prima o poi speri di far giocare, nonostante il lungo infortunio), qui prendi una guardia davvero, no doubt about it. La scontatissima prima scelta è Karl-Anthony Towns. Ma con la seconda scelta i Lakers chiamano a sorpresa proprio Russell. Un imprevisto. Alla 3, Jahlil Okafor, campione NCAA uscente. Assolutamente un Top 3 nelle previsioni pre-Draft NBA.

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Ecco, qui possiamo discutere davvero. Il talento di Kristaps Porzingis è abbacinante, ogni volta che scende in campo è poesia. Ma cerchiamo di capire che tipo di ragionamento possa aver fatto la società in quella occasione (mettendo via la famosa palla di vetro che nessuno di noi ha adesso e aveva allora).

Innanzitutto un GM fa la sua valutazione tecnica su quanto già ha. Noel quindi. Ha dimostrato di poter diventare un buon giocatore, ma di avere parecchie lacune in attacco. Poi Embiid. Come abbiamo detto poco fa, al momento del Draft 2015 non ha ancora giocato una partita (salterà anche la stagione successiva). Di fatto, è un non-giocatore.

Ricordo la reazione dei tifosi di New York alla chiamata di Porzingis alla 4. Fischi. Il talento qualcuno lo intravedeva già, ma era oggettivamente una scommessa. E Phila ha già scommesso nel 2013 su un giocatore rotto che poi è stato fermo un anno (Noel), nel 2014 su un altro giocatore che alla fine si è dovuto operare 2 volte (Embiid), non è facile scommettere ancora. Il rischio di sbagliare e di bruciare 3 scelte TOP in 3 anni è troppo alto. Troppo grande la paura di trovarsi con niente, o comunque troppo poco, in mano. Troppi pochi tell per andare all-in, giocassimo a Poker. La scelta conservativa io non la condanno. Onestamente capisco Hinkie. Okafor è un giocatore solido, di talento, offensivamente sa il fatto suo. Cadi in piedi.

Intendiamoci, col famoso senno di poi dire Porzingis è facile. Sta di fatto che quasi nessuno nel 2015 a New York se lo aspettava alla 4. Hanno protestato, e Okafor era stato comunque già scelto. Non so chi avrebbero preferito i tifosi Knicks. Tutto lascia pensare che a Philadelphia le reazioni sarebbero state analoghe, se non peggiori, con Okafor lasciato passare per questo spilungone sconosciuto.

Non si può rimproverare poi al GM nemmeno il non aver scelto un piccolo. Hezonja o Mudiay le uniche due alternative credibili. Alla 3, anche no.

Draft 2016: I 76ers hanno la prima scelta assoluta

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Non c’entra molto con il nostro discorso sui troppi lunghi, ma Ben Simmons va almeno citato. Grande potenziale, a Philadelphia lo stanno aspettando. In un Draft che al momento sembra mediocre, Simmons potrebbe rappresentare l’unica luce.

Erano/sono possibili trade per almeno uno dei tre Pivot a disposizione?

Alcuni non li abbiamo nemmeno mai citati finora, ma oltre alle tre torri di cui stiamo parlando, Coach Brett Brown ha a disposizione anche Saric, Ilyasova, Richaun Holmes (anche lui scelto nel 2015…). Situazione ingestibile.

Andiamo con ordine, c’è un mercato (o mancato tale) prima e dopo aver visto giocare Embiid.

Prima

- Embiid. Scambiarlo sarebbe stata follia pura. Avrebbero comunque ottenuto nulla in cambio (era a rischio addirittura la carriera) per poi magari vederlo esplodere altrove. Impossibile. Meglio aspettare e sperare.

- Okafor/Noel. Anche cedere uno dei due (o entrambi) era rischioso. Certamente significava scommettere su Embiid a scatola chiusa e perdere uno/due lunghi futuribili per liberare minuti ad un potenziale Greg Oden. Ora tutti noi speriamo che Joel abbia superato i suoi problemi fisici, ma ad un certo punto il rischio era davvero alto. Posso comprendere le perplessità, ma la scelta di tenerli fino adesso ha una sua logica.

Dopo

- Embiid. Sta esplodendo, il suo talento è notevole. Diamo per scontato che nessuno voglia privarsene. Andrà ceduto uno tra Noel e Okafor. Forse entrambi, cosa non improbabile.

- Noel. Trattenerlo costerebbe parecchio, certamente più che trattenere Okafor. Avendo dimostrato buone capacità di rim-protector e una più che discreta attitudine difensiva, potrebbe tornare utile a qualche franchigia. Anche di alto livello. Anche Contender. Sembrerebbe quindi un ottimo candidato a partire, ma al momento non ha mercato, avendo giocato pochissimo. Se giocasse con più continuità (come sembra stia succedendo) le cose cambierebbero sicuramente. Esistono però motivi tecnici per trattenerlo. Rispetto ad Okafor sembra infatti più complementare a Embiid. Lo abbiamo scritto anche all’inizio, magari non in campo insieme (o comunque non per lunghi periodi, nessuna spaziatura), ma nello stesso roster stanno bene, sono molto diversi e si completano.

- Okafor. Il discorso è l’opposto di quanto detto prima. Ci sono tutte le motivazioni tecniche per farlo partire perché si integra abbastanza male con entrambi i suoi compagni, anche se nemmeno lui ha un grande mercato al momento. Il problema è che economicamente conviene tenere un giocatore, a livello tecnico un altro.

- Anche cedere entrambi abbiamo detto essere una possibilità, il problema qui è: cosa posso ragionevolmente aspettarmi di ottenere in cambio? Sembra non molto al momento. Sarà necessario poi cercare un sostituto? Come potete intuire, le possibilità sono infinite, ed ognuna ha delle controindicazioni. Io onestamente ad oggi cederei tutti e due, fossi Colangelo, pur conscio della pesante svalutazione che hanno patito. E magari affiancherei un veterano ad Embiid, in attesa del ritorno di Simmons e di una prossima probabile nuova scelta alta ai prossimi Draft.

Nota a margine

Come si sarà intuito, io le scelte ai Draft non le condanno, le difendo. Capisco anche la logica che sta dietro i mancati scambi di cui abbiamo parlato. Secondo me davvero dura fare meglio, palla di vetro a parte.

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Diverso è il discorso generale su altre trade decise o evitate dai GM in questi anni, qualche errore grave è stato commesso. Semplicemente, questo tipo di giudizi sulla gestione globale del roster esulano dal nostro discorso sulle tre torri dei 76ers, sul quale hanno giocato una discreta parte il caso e la sfortuna.

Concludiamo giocando un po’ con la fantasia

Hinkie ha avuto teoricamente l’opportunità di creare una squadra in cui Embiid, Porzingis, Antetokoumpo (e poi Simmons, non scelto da Hinkie) avrebbero potuto giocare insieme. È fantascienza, scelte diverse avrebbero portato ad un effetto domino che avrebbe stravolto la storia recente dei Sixers come la conosciamo oggi (magari avrebbero portato ad avere una decima scelta invece di una terza), ma è una suggestione piacevole pensarci. In un Universo parallelo oggi i 76ers schierano un quintetto Holiday/CarterWilliams-Simmons-Antetokoumpo-Porzingis-Embiid.

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Dimitri Lazzari

Dimitri Lazzari

Nato a Dolo (VE) il 17/07/’87, non ama parlare di se stesso in terza persona, quindi non lo farò. Mi piace scrivere e la scrittura creativa in particolare, mi piace la pallacanestro e la NBA in particolare, per forza di cose mi piacissimo unire le due passioni e scrivere di pallacanestro e aggiungere “in particolare” alla fine delle frasi. La possibilità di poter discutere e di potermi confrontare con altri appassionati mi esalta. Nel basket, come nella vita, ho una predilezione particolare per gli “underdog”, gli sfavoriti. Il primo vero amore cestistico non poteva che essere Allen Iverson quindi. Anche io ho studiato delle cose, vissuto delle altre cose e lavorato da qualche parte.

 

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