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Nel segno di Lonzo

Inutile negarlo: Lonzo Ball è il personaggio dell’estate, no questions! Ovviamente se parliamo a livello di immagine e…chiacchiere, nessuno può battere il padre LaVar. Per molti un buffone da circo, per altri – col passare delle settimane – quasi un genio del marketing, basti pensare a tutta la querelle legata alla scelta delle scarpe del figliolo.

Quel che è certo è che LaVar ha tolto tantissima pressione dalle spalle del figlio, scelta #2 assoluta all’ultimo draft e investito fin da subito del ruolo di “salvatore” dei Los Angeles Lakers. Lonzo sta pensando solo al campo, e dopo un esordio in Summer League con percentuali e numeri non eccelsi (attenzione alla naturale necessità di doversi adattare alla distanza della linea da tre NBA) ha chiuso con il premio di MVP. Poteva iniziare peggio, diciamocelo, quella che tutti i tifosi gialloviola si augurano sia la svolta dopo le ultime deludenti stagioni.

Parliamo di Lonzo Ball in questa rubrica perchè mi è piaciuto poter sottolineare la parte tecnica del suo personaggio (ripeto: molto poco personaggio – al contrario del babbo – e probabilmente giocatore vero e con effettivo futuro da star NBA) e le caratteristiche che lo stanno facendo apprezzare anche a questo livello, dopo l’unica stagione a UCLA.

Ball è prima di tutto un playmaker, tecnicamente parlando, come si intendeva una volta: una point-guard che pensa per prima cosa a far giocare la squadra e a coinvolgere i compagni. E come vedremo tra poco grazie alle immagini qui sotto, gli stessi compagni di Summer League si stanno già adattando e – perdonerete il paragone…azzardato – come ai tempi di Magic Johnson, sanno che se corrono dopo il rimbalzo, riempiono le corsie e si fanno trovare pronti in campo aperto la palla arriva!

1.a – Ingram finta il blocco sulla palla e taglia su quello cieco portato in lunetta, mentre il compagno sotto canestro libera spazio dentro l’area.

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1.b – Il difensore del giocatore che ha liberato l’area deve decidere se aiutare sul taglio di Ingram o seguire (come nella foto) il proprio attaccante. La scelta spetta anche al difensore di Ingram che in questo caso è passato dietro al blocco.

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1.c – Il passaggio di Ball al ferro è precisissimo e Ingram conclude con una schiacciata.

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2.a – Come detto la capacità di Ball di vedere sempre avanti, di spingere la palla non palleggiando ma passandola appena possibile, favorisce l’avvio immediato dell’attacco.

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2.b – Dopo il passaggio l’ala tenta la penetrazione. Il difensore di Lonzo guarda l’azione e perde di vista il proprio uomo.

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2.c – Lonzo legge benissimo la situazione e si getta a rimbalzo offensivo.

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2.d – Ecco un’altra caratteristica da non sottovalutare: mentalità da “vecchio” playmaker, nel corpo degli atleti di oggi.

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3.a – Situazione di drag in transizione: il difensore di Ball lascia spazio tra lui e l’attaccante e il compagno si appresta a portare un blocco per il pick’n'roll laterale.

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3.b – Il difensore del bloccante rimane dietro, così come l’uomo di Lonzo che sceglie di lasciare l’ipotetico tiro da 3 alla point-guard gialloviola.

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3.c – Ball non si fa pregare e spara – segnando – da 3 punti. Vero che la tecnica di tiro del ragazzo è più che rivedibile, da un punto di vista estetico, ma con così tanto spazio concesso apertamente dalla difesa (e con l’abitudine alla distanza NBA che man mano acquisirà) anche il figlio di LaVar può diventare una minaccia per gli avversari. Attenzione se dovesse cominciare a mettere quel tiro con costanza…

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4.a – Altra situazione di così detta “mezza transizione”. Con tre compagni già pronti a schierarsi dietro alla linea del tiro da 3 punti, Ball può scegliere tra la penetrazione e il pick’n'roll da giocarsi col compagno che nella foto si appresta a bloccare.

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4.b – Ball sceglie la penetrazione, mettendo in mostra una certa velocità palla in mano. Come anticipato lo schieramento dei compagni consente di avere tutti i difensori fuori dal pitturato creando lo spazio necessario per arrivare fin dentro l’area.

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4.c – Lonzo può dunque finire al ferro, grazie alle capacità di lettura (primissima caratteristica messa in mostra durante la Summer League a mio avviso), di velocità in palleggio e grazie all’atletismo.

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5.a – Fisico, dicevamo. Ball può portare il proprio difensore in post-basso e giocarsela grazie all’altezza e alla visione di gioco che comunque mette apprensione alla difesa: non è detto che l’1vs1 da quella posizione serva sempre e solo per concludere in proprio, anzi…

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5.b – Nella foto Tatum si stacca dal proprio uomo e accenna solamente un raddoppio, perchè come appena detto c’è troppa paura nei difensori della capacità di Lonzo di pescare – anche dal post-basso – il compagno libero. La linea di fondo resta libera.

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5.c – Ball effettivamente si gira verso il fondo e trova lo spazio per eludere la difesa e concludere a canestro. Troppo distanti e poco reattivi i difensori sul lato debole per poter intervenire. Uniamo il gioco del 2017, con quasi tutti gli attaccanti con entrambi i piedi dietro l’arco (quindi distanza da percorrere maggiore per i difensori che volessero raddoppiare dal weak side) alle capacità di cui sopra di Lonzo e anche questa potrebbe essere un’arma micidiale nell’arsenale di Coach Walton.

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6.a – Sicuramente non nella posizione migliore per tagliare fuori il proprio uomo (quando ci vuole sottolineiamo anche gli errori), Ball è comunque un eccellente rimbalzista difensivo. Come in passato per Jason Kidd – al quale il #2 è sempre più spesso paragonato – il rimbalzo preso dalla point-guard significa un tempo tecnico in meno (passaggio d’apertura) e la possibilità di scatenare immediatamente il contropiede.

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6.b – Infatti la foto mostra in modo inequivocabile come i compagni abbiano già imparato a memoria la lezione: sprintare in campo aperto e Lonzo, a turno, farà contenti tutti!

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6.c – Il passaggio a tutto campo è una formalità per Ball che manda a canestro il compagno che si è maggiormente avvantaggiato dell’effetto “sorpresa” lasciando indietro sullo scatto il proprio difensore.

In conclusione: Lonzo Ball non è un personaggio mediatico, un fenomeno del momento, tanto fumo e poco arrosto…il contrario! I Lakers possono pensare, con reale cognizione, di costruire i prossimi 10 anni della franchigia attorno al ragazzo di casa. Con la benedizione di Mr. Earvin Magic Johnson!

Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

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