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Nba Draft 2017: La guida “da bar”

CHE NIDIATA!

Come ogni anno mi ritrovo a frateindovinizzare come andrà a finire sta notte delle scelte, ma sopratutto ad affrontare, insieme a voi, con un pò più di consapevolezza un evento che è un unicum americano nel panorama degli sport, che non può non essere definito come uno dei principali motivi per cui questa Lega ci piace tanto. Si, perchè, è quantomeno affascinante il coacervo di belle storie che hanno il loro momento più alto, sogni che si realizzano, vite delle volte difficili che hanno uno sbocco più o meno glorioso. Kobe o Lebron non sarebbero tali se non avessero le loro storie peculiari che ce li hanno contribuito a farceli apprezzare. Siamo a cospetto inoltre (ferma convinzione degli esperti di settore) di un NBA Draft particolarmente ricco: in lottery ci può essere un pezzetto del futuro della Lega più sensibile rispetto ad altre annate, ulteriormente quasi l’interità del primo giro vede giocatori molto interessanti su cui scommettere, non a caso anche chi ha scelte alte sembra che abbia cercato in questi giorni di fare trade down, ovvero di cedere la propria selection per avere una scelta in più, più in basso, proprio nella convinzione si possa scelga comunque un giocatore valido.

E’ buono il Draft 2017, migliore e più profondo di quello precedente, che già non era male. Nel dettaglio ci sono molte guardie, molte di queste in alto, il tutto a vantaggio di (honorable mentions) prospetti come Justin Jackson, Josh Hart, ed il buon Derrick White: tra questi nomi le mie possibili steal of the draft. Menzione a parte merita Malik Monk, che dentro alla lottery c’è, ma fidatevi, come attaccante non ha nulla da invidiare a nessuno.

Non solo, come di consueto, l’alta marea dei rumors, ed anche di qualche scambio, ha cominciato a muoversi e ci fa intuire strategie e visioni che meritano attenzioni tanto quanto gli schemi eseguiti sul parquet. Buono Fultz, ma non buonissimo per i Celtics, o quanto meno per il loro progetto, dato che lo hanno di fatto scambiato per la scelta n°3 e la prima dei Lakers nel 2018 (che poi immagino la fatica dei bianco-verdi nello sperare che i giallo-viola facciano schifo e la scelta diventi alta)

NON SOGNI, MA SOLIDE REALTA’

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Credits: Cleveland.com

Come al solito ci avviciniamo al momento del dunque con poche certezze, granitiche:
A – Sono andati di scena i workouts. Tanti, ed ogni franchigia ha visto bene o male ogni prospetto…Solo Lonzo Ball non l’ha visto QUASI nessuno
B – Markelle Fultz va alla #1…ed anche quest’anno la top choice è no brainer
C – Le prime tre scelte, come ogni anno, sono già assegnate, quindi non fidatevi…non è vero!

IL RESTO…CHIACCHIERE DA BAR

Cioè come da tradizione la cosa che più dilettevole che ci resta da fare è speculare, dato che, aspettando la free agency, il basket giocato è un miraggio; perciò sognare, disquisire inutilmente seguendo le news che qualche altro scossone dal mercato dovrebbe arrivare. E poi? Poi sapremo la verità. Una verità parziale che verrà comprovata dal passare dei mesi, se non degli anni. Ed ecco , in tal senso, arrivare puntualissima Top 10. Non che vada a pronosticare le prime 10 scelte, ma una carrellata di gente che farà rumore, o almeno spero:

10 – Bam Adebayo

bam-adebayo-kentucky La #10, come da tradizione, è appannaggio del classico lungaccione di colore, con un nome strano ed un sorriso contagioso. Perciò Bam Adebayo, dato che ha tutte le caratteristiche di cui sopra, non può non essere uno dei miei favoriti, anche se sono lontani i tempi in cui si pensava potesse diventare una scelta da lottery. Ora le sue carenze sono sotto gli occhi di tutti, rilevanti peraltro come il suo upside. Atletismo e mobilità possono compensare una strttura di centro undersize, peraltro con noti problemi come ci allontana da canestro…

9 - Josh Hart

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8 - T. J. Leaf

tjleaf Un lungo abbastanza medioman, stile quelli che si sceglievano negli anni ’90: riga da una parte, bravo ragazzo, buoni fondamentali. Ma un qualcosa in più, l’area del ragazzo sveglio che molte volte si è fatto trovare pronto nel recepire gli arcobaleni di Lonzo Ball in quel di UCLA. Versatilità e tanti rimbalzi in un prospetto che, se riesce a portare il suo corpo ad uno standard NBA accettabile, visto il ruolo, allora ha tutte le carte in regola per essere un giocatore solido.

7 – Luke Kennard

luke_kennard Un altro bel tipetto questo figlio dell’Ohio. Ottimo attaccante, sa creare dal palleggio ma non disdegna posizionarsi ottimamente sugli scarichi per punire le difese. Intenso in campo ed altamente partecipativo, anche con il pubblico, ha partecipato ad un elite program come quello di Duke con profitto e numeri. Deve dimostrare al livello superiore di essere efficace e, sopratutto, di non andare sotto in difesa.

6 – Donovan Mitchell

donovan_mitchell Siamo a livello borderline lottery, un piede dentro ed un piede fuori, principalmente per un motivo già detto e ridetto in precedenza: tante guardie saranno scelte più in alto di lui e con caratteristiche più affidabili. Piccolino Donovan, ma tosto come un torello e con un sorprendente 6,10″ di wingspan che gli permette, insieme al notevolissimo attletismo, di vivere costantemente sopra al ferro.

5  Malik Monk

malikmonk Sturate le occhie, perchè lo dico piano, non fosse altro che ho paura di cannarla: questa è la migliore guardia del draft, di sicuro nella metà campo offensiva. Ecco, l’ho detto. Così mi son tolto il pensiero! Formidabile tocco da ogni distanza, grande elevazione, vede il canestro sempre…credo che se Morey potesse sceglierlo lo farebbe volentieri, perchè è un pò Lou Williams, un pò Eric Gordon.

4 - Lonzo Ball

lonzo_ball Lo sceglieranno i miei Lakers non al 100%, ma al 101%. Mi tocca quindi citarlo, perchè di doti il ragazzo ne ha tante, possiede quel ritmo tutto suo e quella sicurezza mista ad incoscienza che sfocia quasi in una forma di autismo alla Jason Kidd ed in questo senso si vede che il ragazzo si è formato tanto “in casa”, il resto in palestra. Il tiro è inguardabile e finchè non entra non ci credi, tuttavia ha chiuso un annata da sogno con il 55% dal campo. Genera attacco in maniera del tutto naturale, ma dall’altra parte dei 28 metri?

3 – Dennis Smith

dennis_smith Ai workout che ha sostenuto tutti o quasi si sono innamorati di lui, tanta generosità ed abnegazione su doti innate non possono non far balenarti strane idee, anche se scegli molto in alto. Credo sia il motivo per cui molti pensano che Lakers, Celtics, Suns contemplino (o abbiano contemplato) la possibilità di fare trade down o comunque ottenere un’altra scelta in lottery. Come giocatore, occhio, c’è un non so che di Steve Francis in lui.

2 – Markelle Fultz

fultz_markelle “All in for Markelle” non per i Celtics quindi, ma volentieri per i Sixers ed il loro “Process” nel quale i loro tifosi sono spesso invitati a continuare a credere. E Markelle, dal canto suo ha tutto per farti pensare che sia il pezzo ideale di un progetto vincente; ergonomico: tanti assist poche palle perse, piedi eccellenti, mobilità invidiabile, forte, determinato…dove sta il trucco?

1 – Josh Jackson

headshot-josh-jackson-5 Sorpresi? Perche  lui il top? Il motivo è abbastanza semplice: il più pronto per l’NBA, il più dotato su due lati del campo (se sommati, non a livello assoluto) e perchè gli istinti sono notevoli. Gran bel difensore già adesso, deve migliorare e tanto il suo jumpshot, tuttavia sa sempre dove sono i compagni e ciò è testimoniato dai 3 assist e passa di media, pur avendo poco la palla in mano. Rimbalzista solido, dicono tutti abbia un “blue collar work ethic”, che lo aiuterà a compensare le sue debolezze …

Luigi Pergamo

Luigi Pergamo

34 anni, nasco calciatore e calciofilo fino a che una domenica mattina di fine anni '80, facendo zapping, faccio la conoscenza di Magic e Kareem: le mie giovani certezze vacillano, più tardi cadranno. Da allora la malattia ha un crescendo esponenziale fino al punto in cui devo cominciare a parlarne e, poi, scriverne. Sposato e con un figlio (3 anni e tifa Bucks, boh) quando non lavoro lancio spingardate al ferro in palestra o al playground.

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