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NBA Cafe: chi merita l’MVP?

“Sia chiara una cosa, che non mi si dia del ‘lebroniano’.
Non voglio far scadere la nostra conversazione sulle note stereotipate delle discussioni su Facebook”.

“Non ti ho mai dato del ‘lebroniano’ e odio parlare di basket su Facebook lo sai”.

“Quindi possiamo iniziare.
Volevamo discutere su chi merita l’MVP tra James e Harden quest’anno, giusto?”.

“Giusto. Io dico LeBron, a 33 anni sta facendo la miglior stagione della cariera”.

“Per me Harden: leader della Lega in media punti e sessantaquattro vittorie in stagione (and counting).
Grazie a lui abbiamo una contender seria per il titolo a Ovest”.

“I Rockets sono una contendente grazie a Chris Paul, non grazie ad Harden.
Il Barba sta facendo una stagione simile a quella dell’anno scorso”.

“Ma non scherziamo”.

“Leggi i numeri: quest’anno 30 punti, 5.4 rimbalzi e 8.8 assist di media, cifre irreali, ma comunque simili a quelle dell’anno scorso, che recitavano 27 punti, 8 rimbalzi e 11 assist.
Più punti ma meno rimbalzi e meno assist”.

“Certo, fa un ruolo diverso dall’anno scorso.
Da playmaker e guardia allo stesso tempo è passato a fare la guardia a tempo pieno, il play lo fa qualcun’altro…”

“Sì, lo fa il responsabile della rinascita dei Rockets”.

“Ancora con sta storia…”

“Non so, Harden è sempre stato uno dei miei preferiti, ma non l’ho mai considerato nella cerchia di quelli che vogliono vincere.
Forse mi sbaglio io, ma credo che quella parte della personalità che lui non ha, ma che un leader deve trasmettere ai compagni di squadra, si noti più in Paul”.

“Questo non giustifica il fatto che Harden non meriti di vincere l’MVP, che lo vinca grazie a CP3 è un altro discorso, ma l’MVP rimane lui”.

“Lo dicevo per dimostrarti che la prima ragione per cui tu daresti il premio ad Harden non sussiste:
‘grazie a lui abbiamo una vera contendente a battere gli Warriors’.
Aggiungerei un anche davanti alla frase”.

“Sei noioso”.

“No, sono realista. I Cavs grazie a James sono ancora in corsa per il titolo della Eastern Conference, nonostante Irving abbia abbandonato la nave.
Ah, l’anno scorso i Cavs hanno finito 51-31 la regular.
A quante vittorie sono quest’anno?”

“50”.

“A dimostrazione del fatto che possiamo andare anche noi due a giocare ai Cavs e quello va alle Finals comunque e inoltre se ne facciamo un discorso di assegnare il premio a chi ha avuti risultati di squadra migliori, forse James è ancora un gradino sopra”.

“Sopra a 64 vittorie in stagione? Comunque questo discorso si avvicina molte alle note stereotipate che volevi evitare.
Inoltre, sul discorso Chris Paul, la bravura di Harden quest’anno è stata dividersi i possessi con Paul, il che non vuol dire ‘un azione tiri tu e l’altra tiro io’ (cosa che invece aveva fatto LeBron con Wade il primo anno a Miami), ma vuol dire essere riuscito a trovare dalla prima partita la sua nuova dimensione nella squadra, o meglio, essere riuscito a mantenere la propria dimensione all’interno della squadra accogliendo un altro leader suo pari”.

“Concordo su questo punto, ma guarda la situazione in termini relativi, i Cavs partivano da una posizione di incognita”.

“Anche i Rockets”.

“Fammi finire.
I Cavs partivano da una situazione tutta da scoprire, e quando hanno alzato il velo che copre il nuovo modello di vettura (ovvero quando è tornato Isaiah Thomas) hanno scoperto che la vettura stessa era già da buttare. Hanno cambiato tutti i pezzi e sono ripartiti e come sempre alla guida c’era LeBron, che non ha smesso un attimo di viaggiare a cifre sensazionali.
26, 8..4 e 9.1 assist di media. Non male distribuire quasi dieci assist a compagni che da fuori vedono poco il canestro.
Più “facili” gli 8.8 di Harden  a Houston a mio parere”.

“Sono d’accordo ma sembra che ogni volta che si parli di James si debba relativizzare il giudizio alla squadra in cui gioca”.

“Purtroppo è così”.

“Ma allora LeBron dovrebbe vincerlo ogni anno il premio di MVP”.

“No, ad esempio l’anno scorso Westbrook l’ha meritato”.

“Ci mancherebbe, tripla doppia di media…”

“E’ quello di cui hanno bisogno le altre star per superare LeBron nella corsa al titolo ogni anno”.

“64 vittorie possono bastare secondo me”.

“L’anno scorso OKC ne ha vinte 45, però Westbrook l’ha meritato.”

“Esatto, quindi Harden mette insieme cifre spaziali e annata di squadra da ricordare, meglio ancora di Westbrook l’anno scorso”

“No, ripeto, Harden come numeri è simile all’anno scorso, le vittorie di squadra gli danno un valore aggiunto, ma queste non sono arrivate solo ed esclusivamente grazie a lui.
La situzione di LeBron è, invece, esattamente l’opposto: ha perso la sue seconda punto di diamante, nonché uno dei top 5 giocatori della Lega e nonostante ciò le vittorie di squadra rimangono le stesse”.

“Capisco il tuo punto, ma non premiare Harden quest’anno mi sembra davvero eccessivo.
Se sei il leader della squadra che si prende di forza e meritatamente il primo posto in questa Western Conference, a scapito degli Warriors, per me, sei da premiare”.

“Lasciamo stare le vittorie di squadra allora, che a mio parere, in termini relativi (mi ripeto ancora), sono equiparabili.
Prendiamo il singolo giocatore: James ha disputato la sua miglior stagione della carriera? Secono me sì”.

“Difficile da dire, LeBron è sempre stato un discorso difficile da affrontare in termini di premio MVP.
Ma se devo essere sincero credo che questa sia l’anno migliore di James dal punto di vista individuale”.

“Ok su questo siamo d’accordo allora, Harden è alla sua miglior stagione in carriera?”

Anche grazie a Paul, sì”.

“Sono d’accordo”.

“Quindi non ne usciamo più”.

“Cosa ti aspettavi?
Di finire il discorso con qualcuno che cambiava la sua posizione?”

“No, infatti per me deve vincere Harden”.

“Per me James”.

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Alessandro Zorzoli

Alessandro Zorzoli

Milano, 21 giugno 1994. Studio lettere. Gioco a basket da quando sono nato. Lo sport è la cosa più bella del mondo e nello sport si concretizzano tutti gli aspetti di un’arte: tecnica, poetica, forma e stile. Del basket e dei suoi protagonisti mi affascina indagare questi aspetti. “Quando dipingo non penso all’arte. Penso alla vita”, Jean-Micheal Basquiat.

 

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