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Malik Monk: futuro leader?

img_1545Nome: Malik

Cognome: Monk

Città di nascita: Jonesboro, AR

Età: 20 (4 Settembre 1998)

College: Kentucky Wildcats

Altezza: 191 cm

Peso: 91 kg

Ruolo: Guardia tiratrice

Draft 2017: 11^ scelta assoluta, Charlotte Hornets

Bio

Malik Monk nasce a Jonesboro, Arkansas, il 4 febbraio 1998. Jonesboro non è una grandissima città, ma è la “casa” di una delle università dell’Arkansas, i Red Wolves, che non sono una squadra proprio di primissimo livello sul piano cestistico (ultima apparizione al torneo NCAA nel ’99). Ma forse è grazie alla vicinanza a una squadra cestistica che Malik, da bambino, si sia avvicinato a questo sport, quindi qualcosa di buono i Red Wolves l’hanno fatto. I suoi genitori però decidono di mandarlo a studiare a Lepanto, come per il fratello maggiore Marcus, 3 stagioni in NFL, sempre in Arkansas, un paesino di nemmeno duemila anime, famosa per il celeberrimo Terrapin Derby, la più grande competizione tra animali domestici dell’Arkansas, ossia la corsa delle tartarughe, e per il suo East Poinsett County School District. Chissà per quale dei due motivi i genitori lo abbiano fatto studiare a Lepanto.

Malik è accolto come un principe, dato che da quella scuola uscì, a suo tempo, il fratello. La squadra di basket, come qualunque altra scuola americana, sia a New York, sia in Alaska, a Lepanto c’è, gli Warriors, e Malik non resta con le mani in mano e comincia a macinare punti su punti. Nella sua prima ed unica stagione a Lepanto, colleziona 22.8 punti, 4.6 rimbalzi e 2.7 assist a partita, portando la sua squadra al titolo statale. Decide quindi di andare a “studiare” a Bentonville, sempre in Arkansas, dove nella sua stagione da junior infila 26.6 punti a partita. È l’ora di scegliere il college, e la scelta del giovane Malik ricade su uno dei più prestigiosi atenei universitari della storia del basket collegiale, Kentucky. Monk è ufficialmente un wildcat, compagno di squadra, tra l’altro, di De’Aaron Fox e Edrice Adebayo. Nella sua unica stagione da universitario, Malik ottiene un innumerevole numero di premi individuali, grazie ovviamente a prestazioni di altissimo rilievo.

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Jerry West Award, SEC Player of the Year, SEC Freshman of the Year e nel quintetto della SEC e per la classe freshmen e per quella universale. Su 38 partite in stagione, di cui 37 partendo dal quintetto, 19.8 punti a partita, 45% dal campo e 39% da tre punti. Sfortunatamente il cammino di Kentucky per il torneo NCAA 2017 si è fermato all’Elite Eight, complice la futura campione North Carolina, partita persa per 73-75. Finito il percorso in NCAA, però, Malik decide di rendersi eleggibile per il draft NBA, per provare il salto tra l’elite del basket mondiale.

Scelto alla 11 dagli Charlotte Hornets, si infortuna sfortunatamente subito a una caviglia ed è costretto a saltare la Summer League. Delle 63 partite giocate, in nessuna di queste parte dal quintetto, ma cerca di mostrare il suo talento in più occasioni, tra cui i 25 punti messi a referto nella vittoria contro Milwaukee il primo Novembre, oppure i 26 contro i Magic il 6 Aprile. Le medie a fine Regular Season dicono 13.6 minuti a partita con 6.7 punti, 36% dal campo e un 34% da tre punti.

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Scheda tecnica

C’è chi lo paragona a Lou Williams, e per quel che ci ha fatto vedere al college non è una similitudine così azzardata, anche se fisicamente i due sono abbastanza diversi. È una guardia tiratrice, ma non rientra nell’altezza media delle guardie NBA, 191 cm si addicono più a un playmaker in effetti, ma non per questo dev’essere preso sotto gamba. La sua attitudine a macinare tanti punti durante le partite è il suo punto di forza più evidente, com’è anche abbastanza palese la sua abilità nel crearsi lo spazio tra sè e il difensore e il tiro. Affidabile sia dal mid-range che dalla distanza, le percentuali parlano chiaro, sia con la palla in mano che in uscita dai blocchi. Quello che sembrava un tiratore nella media in high-school si è rivelato un gran tiratore in realtà.  Da buon realizzatore, non si limita a mettere i punti dalla distanza, anzi, poichè molto agile, veloce ed esplosivo aggredisce il ferro appena possibile, non ha paura di nulla e attaccare è la sua prerogativa. Un’altra peculiarità che lo caratterizza in positivo è l’attitudine al lavorare sodo per migliorarsi, è un hard worker, ma anche uno che in campo comunica molto coi compagni, il che potrebbe farlo maturare in un leader vero e proprio.

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Se da una parte ci sono i pregi, ci sono ovviamente anche i difetti, come quello, non dettato da sue mancanze tecniche in realtà, dell’altezza. Per essere una guardia tiratrice 191 cm sono pochi, e spostarlo a playmaker potrebbe non essere una buona idea, solo 2.3 assist a partita a Kentucky, ok che non veniva schierato play, ma se hai l’attitudine a passarla, anche da centro puoi fare gli assist, Jokic esempio lampante. Anche nelle decisioni non è brillantissimo a volte, ma gliela possiamo passare, vista l’età, vuole mettersi in mostra, è naturale. Cosa non è naturale invece è il misero 82% dalla lunetta, che potrebbe, e deve essere più alto per un giocatore così propenso a segnare tanti punti. Neanche la difesa è un marchio di fabbrica, non è molto versatile e affidabile come difensore, nè come rimbalzista, nonostante le doti atletiche, stoppatore e rubapalloni, ma sono sicuro che lavorando potrà migliorare in tutti questi aspetti. Nella realizzazione possiamo andare a trovare il pelo nell’uovo e notare che il pick and roll non è nè molto utilizzato, nè molto abile nel portarlo, sembra dipendere troppo dal suo tiro.

In breve: Gran realizzatore e basi per diventare un leader, ma tocca difendere!

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 19 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente matricola di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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