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Eastern Conference Finals Preview: Boston Celtics (2) Vs Cleveland Cavaliers (4)

Cominciamo con il dire che i numeri riportati nel titolo non sono il pronostico, ma il piazzamento nel tabellone PO delle 2 squadre.

Già, perchè con i pronostici vado proprio forte, avendo dato per morti i C’s prima con i Bucks, e poi con i Sixers.

Diciamo che la Redazione di NBALife mi tiene e mi fa scrivere ancora sul sito più che altro perchè ho delle loro foto compromettenti.

LA STORIA FIN QUI

Cleveland

Ovvero questo meraviglioso ossimoro (e che poi non si dica che NBALife non è un sito di alto livello culturale): la peggior squadra dei PlayOffs, nella quale gioca il miglior giocatore dei PO. LeBron sta viaggiando in 11 partite oltre i 34 di media, con 4 quarantelli, 2 buzzer beaters e il 62,5% di true shooting %, assiste la metà dei canestri fatti dai compagni quando è in campo:

se Thanos giocasse a basket, farebbe peggio.

I Cavs invece sono un’elegante imitazione di un lebbrosario, con il presunto secondo violino, Love, che è riuscito a salire in doppia cifra di punti solo nella seconda serie (fermandosi comunque ad un non indimenticabile 14 a partita). I nuovi arrivati di metà stagione sono spettatori non paganti, e il buon vecchio Korver sembra un gigante del basket, se confrontato a tutti giovani esterni a roster dei Cavs. Il solo dei nuovi ad essere vagamente presentabile (quando riesce a deambulare) è George Hill, che ha il plus di avere una buona percentuale di realizzazione, il minus che ci tiene alla %, quindi tira solo quando ha 40 metri di spazio.

Nelle 3 partite in cui LeBron non è sceso in campo vestito da Godzilla, Cleveland ha perso. Poi ci sarebbe anche quel nuovo vezzo, quello dei fade away, così, giusto per far vedere che non esiste un fondamentale del gioco in cui lui non eccella. Il buzzer beater con cui ha vinto gara 3 contro Toronto invece non ha neanche una categoria tecnica di appartenenza, se non quella del “hodecisochevincoio”.

Boston

Alla fine dei bambini prodigio di quest’annata l’unico ancora in piedi è Tatum, quello per cui Ainge ha fatto Trade-Down. Mitchell si è rotto, è stato eliminato, e comunque ha tranquillizzato tutti sul fatto di essere anche lui solo un essere umano, con una serie di secondo turno non all’altezza di quella (incredibile e inspiegabile) del primo. Anche Simmons, probabile e meritato ROY, saluta con la manina, e il momento più alto che ci ha regalato (ok, non proprio lui personalmente!) è il meraviglioso fotomontaggio dopo la… dimenticabile prova di gara 2. sixerTatum non ha mai avuto i picchi dei due colleghi, ma continua a dimostrare una solidità ed una costanza che non è legale possa avere un rookie. Per il resto ci sono Horford, the stabilizer, che in azioni consecutive marcava senza fatica prima Embiid (un totem atzeko di oltre 215cm) e poi Simmons (il play dell’altra squadra), e nei ritagli di tempo si dedicava alle giocate offensive necessarie per vincere le partite tirate. E a proposito di partite tirate, menzione d’onore anche a Marcus Smart, 2 anni fa nel mio personale ranking di acume cestistico poche posizioni sotto al paramecio, oggi il miglior glue guy per fare le piccole cose di effort e intelligenza con cui vinci una partita. Dal punto di vista della qualità del gioco espresso, il 4 a 1 sta stretto a Phila, ma da quello del controllo mentale e tecnico sulla partita anche un 4 a 0 ci sarebbe stato. E questo nonostante, sono ancora convinto, i Sixers siano più forti di questi Celtics. Meno male che non se ne sono accorti…

ACCOPPIAMENTI

In realtà c’è un unico accoppiamento che conta, ovvero quale giocatore (o giocatori) dei Celtics marcheranno LeBron: sugli altri, quel che viene viene.

La miglior risposta su come dare fastidio a James l’ha data proprio Tatum, intervistato al termine di gara 5: “Io sono solo un rookie, non ho la minima idea di come marcarlo”. Amen, Jayson, Amen.

Poi però ha aggiunto:“Un modo lo troveremo”. In un altro contesto potrebbe essere letta solo come una frase di circostanza, ma non a Beantown.

A partire dalla prima venuta del grande predicatore, Brad Stevens da Depauw, in tutta la città si è diffuso questo nuovo culto neopagano, fatto di fede cieca nel leader, che li porterà tutti nella terra promessa. Chi ha voluto (o dovuto) lasciare la setta, altrove ha perso i superpoteri, neanche fosse una zucca dopo la mezzanotte (ogni riferimento a Thomas, Bradley e parzialmente Crowder, non è puramente casuale). Quando un fedele cade, uno prende subito il suo posto, come se nulla fosse successo. E soprattutto, non esiste una partita o una situazione che non si possa alla fine (anche con infinita fatica) risolvere. In questo contesto, “un modo lo troveremo” significa che il buon Brad qualcosa inventerà per far sì che lo strapotere di LBJ non schianti i C’s.

Al momento il fiammifero corto sembra averlo pescato Jaylen Brown, atletico, massiccio, obbediente. L’immancabile Smart ha già dichiarato di voler partecipare anche lui alla marcatura dell’alieno: gli mancano almeno 25 cm di altezza, ma nemmeno un grammo di coraggio. Magari 15 minuti a gara con Smart nelle mutande può non fermare James, ma almeno farlo stancare in modo che renda meno dopo.

Il mio personale Jolly però resta Al Horford: se può stare con Simmons (che è lo stesso tipo di giocatore, anche se 100 volte più scarso) perché non con James? Credo che la miglior strategia sia quella di buttare su LeBron alternativamente difensori con caratteristiche fisiche e tecniche molto diverse, in modo da non farlo entrare in ritmo e soprattutto costringerlo a pensare ad ogni possesso.

Il raddoppio può essere un’alternativa, anche se la mia opinione da 2 lire è che non sia il metodo migliore per limitarlo: è il miglior giocatore NBA a trovare l’uomo libero quando raddoppiato, e gioca in aree di campo in cui raddoppiarlo è particolarmente complicato. In ogni caso, tanti auguri.

Inoltre, stando “a casa” sugli altri Cavs, già non particolarmente irresistibili, si può sfidare LeBron a vincerla da solo: il suo piano partita nei 2 turni precedenti è più o meno stato questo, ma se i Celtics riescono a fare un lavoro migliore nell’annichilire i suoi comprimari, la missione diventa impossibile anche per il Re.

Pronostico: Celtics in 7

La scaramanzia prevederebbe di dare ancora una volta sconfitti i biancoverdi, e poi sperare nel miracolo. Ma credo onestamente che i Celtics abbiano un leggero vantaggio. Hanno il miglior allenatore (diciamo che la sfida della panca finisce 6 a 0 a tavolino), una serie di giocatori invasati in stato di trance, un sistema che può almeno provare a rallentare il Re e soprattutto il vantaggio del fattore campo. Lontano dal Garden hanno vinto 1 gara su 5, ma in casa hanno un imponente 7-0. E’ chiaro che se LeBron riuscisse a espugnare il fortino con la solita prova in modalità Super Saiyan, poi diventerebbe proibitivo per i C’s recuperare. E gara 1, dopo un lungo periodo di riposo, è un ottimo contesto per provarci.

Quello che è certo è che questi Celtics, più maturi dell’anno scorso (anche se anagraficamente più giovani) non andranno a tappeto miseramente (e dopo questa frase il 4 a 0 Cleveland è già nell’aria).

La serie bella, di gran basket, la vera Finale è quella che si gioca sull’altra costa (detto tra noi: non vedo l’ora che cominci, mi aspetto una delle cose migliori di sempre), di qua invece ci sono i brutti, gli sporchi e i cattivi, con squadre che soffriranno per mettere punti a tabellone, e ogni pallone che peserà una tonnellata.

Buon divertimento.

Vae Victis

Carlo Torriani

Carlo Torriani

Colpito a tradimento dal virus della palla arancione nel lontano ’92, quando sono rimasto folgorato vedendo giocare il ragioniere di Spokane (John Stockton, per chi colpevolmente non lo sapesse), da allora non sono più riuscito a disintossicarmi, e sono diventato un NBA addicted. Mi diletto maniacalmente anche nella pallacanestro giocata, con risultati che di rado superano la soglia del dilettantismo spinto. Ah, ho anche un lavoro vero (per quanto lo possa essere un’occupazione nell’informatica), ma quello è meno interessante... Sposato e con 2 figli, il primo già sapientemente instradato sulla via della palla cesto.

 

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