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East vs West: the battle goes on!

Se la prima parte dell’eterna sfida East vs West non ha saziato la vostra sete di NBA Basketball, anche al caldo di questa off-season 2017, niente paura: Dimitri e Luigi ne hanno ancora per tutti. Ecco a voi il continuo del confronto, mai così attuale, tra le due conference e i loro strenui difensori!

4) Visto che siete stati piuttosto parsimoniosi nella risposta alla terza domanda provo a stimolarvi con la quarta. Assodato il trend di supremazia di Cavs e Warriors, vi propongo un giochino semplice. Supponiamo di avere una serie di Playoffs fra le franchigie sconfitte nelle Finali di Conference. Spurs vs Celtics. Secondo voi chi ne uscirebbe vincitore e perche?

Luigi Pergamo: “Come detto, non sono stati finalizzati i Roster ed al momento sembra che, ad un Hayward che arriva corrisponda un Bradley che parte, in tal caso non benissimo, direi (in effetti ceduto ai Pistons per far spazio al contrattone di Hayward, ndr). Detto ciò ed aggiunto che, storicamente, gli Spurs un colpetto sotto traccia in free agency lo piazzano (Rudy Gay), io dico Spurs. Lo dico perché semplicemente hanno il Go to Guy più forte ed un Roster in generale più esperto e vincente in Post Season. I sistemi di gioco sono ambedue lodevoli, tuttavia al momento vedo i Nero-Argento più flessibili a seconda di situazioni di gioco e Matchups. Faccio notare che, nel momento in cui Leonard va KO in gara 1 contro i Warriors, premesso che Golden State non si poteva fermare, gli speroni erano punto a punto. Ed in ogni caso, da lì in poi non hanno comunque mollato fino agli ultimi possessi in ogni successiva partita. Boston invece negli scorsi Playoffs si é portata dietro un problema di Lineup (in ala forte) che al momento non ha trovato soluzioni, anzi: con Olynyk andato via, Tatum é pur sempre un rookie e Jaylen Brown é buono sì, ma nella parte iniziale della curva di apprendimento dello stare in NBA ed anche del proprio sviluppo fisico.”

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Dimitri Lazzari: “Partiamo dai dati oggettivi a nostra disposizione. 1) Le due partite di Regular Season sono state entrambe tirate (nell’ordine dei 6 punti di distacco), una i Celtics l’hanno giocata senza IT4. 2) I Celtics hanno giocato bene senza Thomas in più occasioni, le più coerenti al nostro discorso sono proprio contro gli Spurs in stagione regolare e contro i Cavs nella Finale di Conference. 3) Gli Spurs senza Leonard hanno evidenziato delle carenze a Roster, con Aldridge e Gasol non pervenuti e i Simmons e i Ginobili a tenere in piedi la baracca contro i Warriors. 4) Quando analizziamo i Roster dobbiamo ricordarci che la pallacanestro non é la raccolta delle figurine. L’infortunio a Parker non é “sfortuna”. Parker, Gasol, Ginobili, sono giocatori chiaramente nella fase conclusiva della carriera. Il fisico non é quello che avevano 10 anni fa, ci sta che debbano saltare delle partite. Un 40enne non é un 20enne. 5) Il “sistema Spurs” é una di quelle cose che ha caratterizzato gli ultimi 20 anni. Non l’ultimo però. Avendo un Leonard del genere a Roster, hanno (giustamente) scelto di giocare per lui gran parte delle azioni offensive (e lui ha pagato questo sforzo in difesa, difendendo peggio degli scorsi anni, off-topic). Il “sistema di gioco degli Spurs” é ormai una cosa alla “non ci sono più le mezze stagioni”. Adesso io lo so che vi aspettate che io dica che vincerebbero i Verdi, ma alla luce dei fatti non lo posso dire con certezza, come non si può dire il contrario. Io non sono l’avvocato difensore della Eastern Conference, io devo solo parlare di pallacanestro in maniera coerente con quanto il gioco propone. E al momento il gioco non propone nessun chiaro segnale di superiorità dell’una o dell’altra, nonostante quanto dica Luigi. E quindi io rispondo alla domanda dicendo che sarebbe una serie molto equilibrata, con i Verdi che potrebbero (alla luce dei fatti) anche sopperire a qualche assenza importante, e con gli Argentati che invece difficilmente ci arriverebbero al completo (si presume una sfida alle Finals no?). Ecco, poi se a Leonard venisse un raffreddore…”

5) Sempre nell’ambito delle supposizioni, e per comprendere la vostra visione in merito alle forze effettive dei team NBA, se la lega non fosse suddivisa per Conference ma la Regular si sviluppasse con il meccanismo di partite di andata e ritorno  in modo che tutti incontrino tutti due volte all’anno (come nei classici campionati europei) , quali sarebbero le 16 squadre a partecipare ai Playoffs e con quale ordine?

Dimitri Lazzari: “Domanda difficile. Perché oltre a cancellare il sistema “Conference” stai proponendo di cancellare il sistema “Division” (per dire, i GSW giocano contro Suns-Kings-Lakers). Non é così banale pensare al possibile record delle squadre in un sistema come quello prospettato nella domanda. Comunque ci proviamo, tenendo conto che ci sono squadre più “da regular” di altre. Non teniamo conto invece del fatto che non sempre i rapporti di forza vengono rispettati, quindi metteremo sempre Cavaliers sopra a Celtics, per esempio. Ultima premessa: ne vanno fatte 2. Una proiezione 2018, e una con i Roster al 2017, trovandoci a cavallo tra due stagioni con squadre in costruzione.

PROIEZIONE STAGIONE 2018. Le prime 3 sono Golden State, Spurs, Cavs, in quest’ordine. Il secondo gruppo sarebbe secondo me Houston, Boston, Washington, OKC, con record vicini tra loro. Poi altre squadre secondo me sicure dei PO sarebbero Clippers, Toronto, Milwaukee, Portland e Minnesota, anche qui in ordine sparso, con record vicini tra loro. Ne mancano 4. Qui é difficile, perché per Memphis, se Gasol dovesse partire davvero, sarebbe dura; Utah ha perso Hill e Hayward. Direi Miami, che viene dal 30-11 del finale della scorsa stagione, e NOLA favorite (se Davis e Cousins dimostreranno di poter giocare insieme). Le ultime 2: Se Gasol rimane a Memphis dico Memphis e Charlotte. Se Gasol dovesse partire direi Charlotte e una tra Denver-Phila-Kings-Pistons. In generale un 9-7 Ovest, possibile un 8-8.

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STAGIONE 2017. La situazione cambia. Le prime 3 rimangono le stesse, nello stesso ordine: Golden State, Spurs, Cavs. Poi in ordine casuale Houston. Boston , Washington. Poi il terzetto Clippers, Toronto, Utah. Poi anche qui in ordine sparso Memphis, Atlanta, Milwaukee, Portland, Indiana, OKC con record vicini tra loro. Ultima piazza per una tra Miami e Chicago. Mai nella vita Denver >Chicago o Denver>Miami.   Sarebbe un 8 pari, sarebbe cambiato davvero poco, se non ovviamente gli accoppiamenti ai Playoffs.”

Luigi Pergamo: “Francamente non vedo un’infinita differenza rispetto al sistema attuale, o meglio, una grossa c’è e sarebbe l’abolizione del sistema delle Division, non in termini di calendario partite quanto al fatto che non esisterebbe più il sistema di seeding vigente per i Playoffs. Mi spiego: in molti casi è quest’ultimo fattore, il seeding, che determina l’andamento delle Division, sopratutto quelle più deboli; sei primo nella tua Division con un buon margine, si appresta il weekend delle stelle, cominci a tirare i remi in barca, riposi precauzionali, niente Back to Backs per i giocatori di punta, minutaggi ridotti e rotazioni modificate. Cose viste e riviste sopratutto, e penso agli anni passati, nella Atlantic Division, dove storicamente di 5 squadre raramente ne abbiamo viste competitive più di due, le quali gioco forza hanno avuto modo di rilassarsi. Abolendo questo fattore tutte le franchigie dovrebbero navigare a vista e stare molto più sulle spine. Per il resto ad Est ci sono buone squadre da Regular Season, quindi il gap sarebbe leggermente a favore dell’Ovest, ma niente di che. Per il resto ipotizzare chi…mah, proviamoci: Golden State, Boston, Houston, Cleveland, Toronto, Washington, Clippers, OKC e siamo ad 8. Poi c’è Minnesota, Milwaukee, Miami, Charlotte, Memphis, Denver, e per l’ultimo posto una tonnara tra Utah (hanno un mare di cap, occhio) Chicago, NOLA, Atlanta e simili.”

6) Avete già espresso la vostra opinione in merito al fatto che nessuno, anche per la prossima stagione, possa competere con Cavs e Warriors, però se prendessimo in considerazione un arco temporale un po’ più ampio, quale Conference è più futuribile? Da quale costa degli States può emergere la Dinastia del futuro?

Luigi Pergamo “Bene, spostiamoci sul futuro. Lakers e Sixers hanno optato per il Tanking in questi ultimi anni così da avere il futuro assicurato: ha funzionato. Hanno un core giovane ed accattivante per i prossimi free agents disponibili su piazza. Da qui a 12 mesi la sentenza definitiva. I Celtics  sono già molto competitivi e continueranno ad esserlo, avendo nei prossimi anni tanti assets a disposizione, per non parlare del fatto che, forse, hanno fatto la pesca giusta all’ultimo Draft (occhio a Tatum, occhio). La controparte, ad Ovest, è rappresentata dai San Antonio Spurs, laddove le insospettabili capacità di dirigenza e staff sopperiscono alla mancanza di scelte alte…metti che “recuperano” anche Rudy Gay…Chi va all-in è Toronto, con i propri FA rifirmati ed un minimo di spazio ricreato, e Houston, che si è legata mani e piedi a CP3 ed il barba. Delle due la seconda mi sembra essere la situazione più lungimirante: una base solida rappresentata da due “pitcher” professionisti che possono attirare altri soldati alla causa. Milwaukee e New Orleans dovranno pur venir fuori prima o poi, perchè di Anthony Davis e Giannis Antetokounmpo non ne nascono. Ma non siamo vicini.  I Suns, in perenne ricostruzione potrebbero avere i pezzi giusti per edificare un futuro solido, forse è il caso di scambiare Bledsoe ed investire ancora? Per me si, con la coppia Chriss-Jackson da valorizzare piuttosto con qualche veterano di qualità. Chiudo con Cavs e Warriors: i primi sono abbarbicati al 23, la franchigia va dove decide lui, nel senso che se andasse via si riparte da Irving, altrimenti si va a fine corsa più o meno così. Il cast di supporto è più vecchio di un anno ma J. Green potrebbe essere una buona soluzione anche oltre questo anno, futuro limitato. I secondi sono più giovani, hanno un coach che si è dimostrato più duttile e preparato, hanno stelle e cast di supporto nel loro “prime” (e segnatevi sto nome: Kevon Looney, finito alla 30 solo per i suoi guai fisici. Se trovano il modo di gestirlo è un pezzo di futuro non indifferente) quindi il futuro prossimo sappiamo di chi sia. Sulla conference dominante, quindi, sia nell’immediato che nel lungo periodo vedo l’Ovest un pelo superiore.”

NBA: Summer League-Boston Celtics at Los Angeles Lakers

Dimitri Lazzari: “La “futuribilità” in questo caso ha due valenze. Futuribilità dei giocatori a Roster, e futuribilità come possibilità per la franchigia di elevarsi a Contender. La mia controparte ha sfiorato entrambi gli aspetti (passando da Philadelphia agli Spurs, per dire) senza approfondirne nessuno, perché più interessato a dimostrare una indimostrabile (perché inesistente) supremazia della Conference Ovest piuttosto che a rispondere in maniera intellettualmente onesta. Mettiamo ordine. Partiamo dalla prima valenza di  “futuribilità”. La Eastern Conference é chiaramente la più futuribile. É futuribile per antonomasia. Basti pensare a Philadelphia, sono anni che stiamo “trustando” il process, e adesso che siamo finalmente arrivati al punto in cui potremmo finalmente vedere qualche frutto di questo lavoro (citando i piú scontati: Embiid, Simmons, Saric, Okafor, McConnel, Holmes e Fultz) la mia controparte ci spreca a malapena due parole, assimilando questo potenziale tesoro al “core giovane dei Lakers”. Il core dei Lakers in pratica sono Ingram (che a me piace, non fraintendete, ma ha dimostrato meno di altri rookie lo scorso anno) e Ball. Stop. Non credo Luigi si riferisse anche a Randle, perché poi dei Bucks mi cita solo Antetokounmpo tralasciando Jabari Parker (che ha un anno in meno di Randle, e ha subito infortuni pure lui). Quindi vuol dire che il limite di etá fissato é quello, più o meno. Ed io mi adeguo. Peccato, perché io tra le franchigie futuribili avrei messo anche i Wizards che hanno Beal e Porter del 1993 (Randle é del 1994, per dire) ma sono ad Est, quindi facciamo finta non esistano, nemmeno li citiamo. Meglio citare i Suns (!!!).Se non altro son stati citati nella risposta precedente i Celtics. Almeno loro. Io poi tra le squadre potenzialmente interessanti a breve e a lungo termine citerei i Kings ad Ovest (sono già curioso di vederli quest’anno) e, a sorpresa, i Nets ad Est, che hanno qualche giovane interessante (non solo Russell, ma anche Whitehead e Levert mi piacciono). Per Minnesota invece secondo me é tempo di esami quest’anno. Al momento li metto tra i team futuribili, ma dopo questa stagione (con innesti importanti a Roster) andrà tirata una riga e si tireranno delle somme.
Spreco altre due parole per Milwaukee. Immaginare Milwaukee come “Antetokounmpo”, vuol dire non aver mai visto una partita (e sono abbastanza certo di questo, i Bucks sono un prodotto di nicchia). Lasciamo anche perdere lo sfortunatissimo Jabari Parker, ma io due parole su Brogdon (ROY 2017) le avrei sprecate (ma gioca ad Est, i canestri sono più bassi). Menzione speciale per Maker. All’inizio ha avuto delle difficoltà, e non convinceva nemmeno me. Ma poi é uscito bene nella seconda metà della stagione, ed ha finito in un costante crescendo. Curioso di vederlo l’anno prossimo. Ad Ovest onestamente non saprei che altra franchigia nominare, mentre ad Est é semplicemente troppo lo spazio che richiederebbe una risposta articolata. Sarebbe infatti interessante parlare degli Heat, che hanno un core di ragazzi anno 1991/1993, e che essendo giovani ma non giovanissimi dovranno continuare sulla falsa riga del finale della scorsa stagione. Sarebbe altresì interessante parlare di Atlanta e Chicago, due team che hanno appena ricominciato un rebuilding che sarà interessante seguire nei prossimi anni. Seconda valenza di futuribilità, future Contender. Perché gli Spurs sono stato citati nella risposta precedente? Non mi é chiaro. Sulla fiducia? Be’, sulla fiducia li cito anche io, gli Spurs sono sempre gli Spurs (da 20 anni a questa parte, qualcosa vorrà dire) ma, ad oggi, dire il motivo oggettivo per il quale saranno competitivi tra 2/4 anni é impossibile. In generale il discorso vale un po’ per tutte le squadre ad Ovest, con rare eccezioni (Minnesota é forse l’unica che al momento pare poter dare garanzie di futuribilità). Sono team che saranno (o non saranno) competitivi a seconda di come si muoveranno durante questa e le prossime FA. Quasi nessuna ha davvero un progetto che oggi pare poter dare risultati a lungo termine. Certo, sono tante le squadre pronte a dar battaglia a breve (o a brevissimo) termine. Non c’è nulla di male, sono semplicemente scelte programmatiche diverse. Sicuramente leggere che Luigi vede l’Ovest “un pelo favorito” a lungo termine a me fa un po’ ridere, lo confesso. Dovessi puntare un euro lo punterei ad oggi su Minnesota come “squadra del futuro”, come già detto. Al netto, ripeto, di altri team che sicuramente si costruiranno in FA ma dei quali ad oggi é difficile parlare. Forse i Lakers, che però (come le altre) dovranno costruire il core della squadra quasi interamente nelle FA (vedi voci su Paul George). Il discorso cambia radicalmente passando ad Est. Luigi ha strumentalmente citato Toronto come esempio di futura possibile contender ad Est (ben sapendo che é la meno futuribile di tutte). Eh no, Luigi. Le squadre più vicine a diventare candidate credibili ad un ruolo da protagonista nella Conference (e nella Lega) sono Boston e Washington, che abbiamo detto essere anche discretamente futuribili. Menzione anche per Wall, che é del 1990. Non é di primissimo pelo, ma siccome tra i giocatori TOP della Lega o lo cito io o addirittura qui ci scordiamo di menzionare Washington, mi pare giusto dedicargli queste due righe. Per il futuro comunque io vedo molto bene Milwaukee e Philadelphia, di cui pure abbiamo già parlato.  Queste quattro insomma sono secondo me le contender del futuro a breve/medio/lungo termine a seconda dei casi. Se poi il processo di Rebuilding di Atlanta e/o Chicago dovesse rivelarsi più rapido del previsto, e sempre tenendo presente il progetti Nets e i redivivi Miami Heat, ad Est nei prossimi anni ci sarà di che divertirsi. Anche qui saranno necessari degli innesti dalle prossime FA, la differenza sta nel fatto che mentre ad Est i FA andranno a sopperire alle lacune di squadre già strutturate, ad Ovest i FA vengono scelti per creare la base sulla quale costruire. Si tratta insomma di filosofie diametralmente opposte. Da una parte si cercano le figurine (alcune destinate a vincere, altre meno) per cercare il risultato a breve termine (in alcuni casi in maniera anche un po’ miope a parer mio). Dall’altra la futuribilità del progetto é la costante, ed i FA (nel caso) servono solo a supportare e migliorare un Roster già strutturato (per quanto, a volte, acerbo).  Nessuna delle due filosofie é migliore dell’altra in senso assoluto, certo é che ad una domanda sulla futuribilità (se vogliamo essere onesti intellettualmente) si risponde solo in un modo. La futuribilità sta solo ad Est, non si possono citare gli Spurs di turno nemmeno per scherzo. Semplicemente perché non ci sono elementi a sostegno per poterlo dire con certezza.”

Houston Rockets v Los Angeles Clippers

Replica Luigi Pergamo: “Io avevo voluto evitare la valutazione del singolo giocatore ed ancor di più i parallelismi tra i giocatori di squadre diverse, limitando ad allineare progetti di simile stato di avanzamento. Prendo atto che piace Whitehead e non Randle ma non posso essere d’accordo, e non voglio nemmeno citare Levert e non considerare Clarkson, come non posso considerare finita o più avanti la rebuilding di Phila che ha il suo centro con una trentina di partite all’attivo in tre anni e l’ala piccola manco una ed inizia il secondo anno. Chiaramente ho citato The Greek Freak e non Brogdon, perché é il primo la faccia della franchigia, come AD ai Pelicans (senno’ dovevo citare Cousins, Holiday ecc…) e non perché non ne ho visto le partite (5, poche, ma le ho viste). Washington l’ho omessa non perché non la consideri ma perché le scelte della dirigenza, più che il potenziale a disposizione, determineranno il futuro. Certamente se Porter é tanto forte, gli potevano fare 5 anni di contratto da rookie e non 3, non so se mi spiego. I Kings hanno 5 rookie, due ritirandi ed il play che lo scorso anno ha disputato 49 partite ai Jazz, 49 ripeto. Gli Heat stanno dando contratti esagerati a giocatori mediocri, lo fanno da anni ed é sotto gli occhi di tutti. Ultimo ma non meno importante: la costruzione di una contender o addirittura possibile dinastia passa sempre dal mercato FA, per una stella, un importante Role Player. È uno dei fattori di costruzione , non é che per alcuni vale ed altri no.”

7)  Per concludere lo scontro, duro, a volte aspro ma ricco di spunti per i nostri lettori, vi propongo di chiuderla in bellezza con l’All-Time All Star Game! Entrambi ditemi il vostro quintetto ideale e lasciamo ai seguaci di NbaLife.it la possibilità d immaginare come possa svilupparsi e concludersi la contesa East vs West…

Dimitri Lazzari: “Isiah Thomas, Jordan, Bird,  LeBron, Chamberlain”.

Luigi Pergamo “Magic, Bryant, Worthy, Duncan, Olajuwon.”

E voi cosa ne dite? Sono anche i vostri quintetti preferiti?

Nel ringraziare di cuore Dimitri Lazzari e Luigi Pergamo, dalla redazione di NbaLife.it è tutto, linea ai lettori!!!

Francesco Rivano

Francesco Rivano

Nato il 12/11/1980 a Iglesias, nel profondo Sud della Sardegna e cresciuto a Carloforte, mi sono laureato in Economia e Commercio nel 2007 trovando successivamente un impiego nell'ambito della gestione contabile. Calciatore e calciofilo fin da tenera età ho militato nella squadra del mio paese per 15 anni. Nel 2000 sono stato folgorato come Paolo sulla via di Damasco e mi sono convertito al basket. Il mio personalissimo Messia ha un nome e un cognome: Allen Iverson. Attualmente mi occupo di intermediazione immobiliare ma la più grande passione rimane la palla a spicchi color arancio e narrare le vicende della NBA e dei suoi protagonisti è la mia massima espressione di libertà e divertimento.

 

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