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Domantas Sabonis: figlio d’arte

damontas-sabonisNome: Domantas

Cognome: Sabonis

Città di nascita: Portland, OR

Nazionalità: Lituana

Età: 20 (3 Maggio 1996)

College: Gonzaga

Altezza: 211 cm

Peso: 109 kg

Ruolo: Ala grande/Centro

Draft 2016: 11^ scelta assoluta, Orlando Magic (ceduto a Oklahoma City Thunder)

BIO

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Sì, è proprio il figlio di Arvydas, la leggenda del basket europeo che dominò l’Eurolega e che disse la sua anche in NBA con i Trail Blazers. Ultimo di tre figli, Domantas inizia a soli 16 anni la carriera da professionista nell’Unicaja Malaga, ma venne quasi subito ceduto in prestito al CB Axarquia, per tutta la stagione 2012-13. Tornato a Malaga nella stagione successiva, divenne il più giovane cestista della storia della squadra a debuttare nella ACB, la Seria A spagnola di pallacanestro, a 17 anni, 5 mesi e 10 giorni. Il 18 Ottobre 2013 fa anche il suo debutto in Eurolega contro l’Olympiacos Piraeus. A Febbraio dello stesso anno entrò nella top 10 per la vittoria del FIBA Europe Young Men’s Player of the Year Award, che viene assegnato al miglior cestista under 22 d’Europa, premio che annovera nomi come Ricky Rubio, Jonas Valanciunas e Dario Saric. Il 3 Maggio offre una prestazione notevolissima, 13 punti col 100% al tiro, mentre nel Gennaio 2015 entra nella top 5 per lo stesso premio citato sopra, dell’edizione seguente. Durante tutta la sua carriera col Malaga non ha mai firmato un contratto da professionista, proprio per rimanere “disponibile” alle chiamate dai colleges americani. Dopo aver rifiutato quindi un triennale da 630mila dollari da parte del Malaga, accettò la chiamata dei Gonzaga Bulldogs, che proprio lo scorso 3 Aprile sono arrivati fino in fondo al torneo NCAA, uscendo sconfitti in finale dalla strafavorita North Carolina.

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Tornando al 2014, il giovane Sabonis debutta in NCAA il 14 Novembre con una solida prestazione da 14 punti, 8 rimbalzi, 2 assists, 1 stoppata e 1 rubata in soli 20 minuti. Un’altra super prestazione arriva il 3 Febbraio 2015, mettendo a referto 13 punti e 11 rimbalzi in 26 minuti, che gli vale la nomina di giocatore della settimana della West Coast Conference. A fine regular season, il record w/l di Gonzaga recita 32-2, e Domantas viene nominato nel secondo quintetto della WCC e nel primo quintetto WCC dei freshmen. La March Madness procede a gonfie vele, con Domantas scatenato nel turno delle Sweet 16, 18 punti e 9 rimbalzi contro UCLA. Arriva la finale regionale, la elite 8, la prima per coach Mark Few alla guida degli Zags. A scontrarsi con loro ci sono i Duke Blue Devils, ma sono troppo più forti per i Bulldogs, troppo forti per tutti, tant’è che vinceranno quell’edizione del torneo, grazie ai vari Jahlil Okafor, Justise Winslow e Grayson Allen. L’offseason per tutti i cestisti è cruciale, specialmente per i giocatori di college, specialmente per Domantas, che ha già dimostrato di saper maneggiare bene la palla a spicchi, quasi 10 punti e 7 rimbalzi di media nella sua prima stagione, ma sceglie di rimanere un altro anno tra le file degli Zags, forse anche su consiglio di coach Few, che lo ha voluto tenere a tutti i costi, parlando così ai microfoni di ESPN:

“I like a lot of things about his game. He is extremely aggressive, plays with a motor, is always going hard. Really high level rebounder, great passer, physical player, and runs and moves exceptionally well for a big guy”

“Mi piacciono un sacco di aspetti del suo gioco. È estremamente aggrissivo, gioca con un motore, è sempre duro. È un rimbalzista di alto livello, un gran passatore, un giocatore fisico, corre e si muove in modo eccezionale per essere così grosso”

Un piazzamento tra i migliori 20 giocatori NCAA può mettere pressione, ma Domantas la pressione non sa nemmeno cosa sia. La stagione da sophomore inizia con un career high da 26 punti (12/13 dal campo e 2/2 ai liberi) con 7 rimbalzi nella vittoria su Northern Arizona. Se non fosse bastato il precedente segnale, il figlio di Arvydas decide di metterne 36 (12/16 dal campo e 12/15 ai liberi) con 16 rimbalzi il 19 Dicembre, altro career high. Mark Few ammette di non aver mai visto un giocatore così nei Zags, e due giorni dopo incrementa il career high di assistenze a 6, accompagnati da 23 punti e 8 rimbalzi. Il 2 Gennaio 2016 per un solo punto non eguaglia il suo record, 35 con 14 rimbalzi, 4 assists e 3 stoppate in una vittoria mozzafiato all’Overtime contro i San Francisco Dons. Giusto una manciata di giorni dopo, il 9 Gennaio, migliora il career high in rimbalzi, acchiappandone 17, con l’aggiunta di 28 punti, 3 rubate e 3 stoppate, ma il record dura poco, perchè quattro giorni dopo ne prende 20. Il primo Marzo viene incluso nel first team del WCC, come se fosse una sorpresa. Queste le parole di Jeff Goodman, di ESPN:

“No one plays harder than Gonzaga’s Domantas Sabonis. The sophomore forward is a walking double-double”

“Nessuno gioca più forte di Domantas Sabonis di Gonzaga. L’ala sophomore è una doppia doppia che cammina”

21 punti, 16 rimbalzi e 4 assists nel primo turno del torneo NCAA del 2016, contro i Seton Hall Pirates, nonostante l’influenza. Nel Round of 32 sigla 19 punti e 10 rimbalzi contro gli Utah Utes di Jakob Pöltl, limitato da Domantas a 5 punti e 4 rimbalzi. Nonostante i 19 punti con 17 rimbalzi, di cui 7 offensivi, contro Syracuse, i Zags devono arrendersi al turno delle Sweet 16. Il record a fine stagione è di 28-8. Le statistiche della stagione da freshman vengono doppiate durante il torneo NCAA da sophomore: 19.6 punti, 14.3 rimbalzi, 2.6 assistenze e 3.3 stoppate a partita. È il momento di rendersi eleggibile per il draft. All’undicesima chiamata i Magic scelgono il figlio di Arvydas, ma una trade che coinvolge Oladipo, Ibaka e Ilyasova porta Domantas alla corte di Russell Westbrook.

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Debutta in quintetto alla prima gara dell’anno dei Thunder, divenendo così il primo giocatore dei Thunder a partire dalla prima partita della stagione in quintetto dopo Kevin Durant, siglando 5 punti e 4 rimbalzi in 16 minuti nella vittoria coi Sixers, mentre la prima doppia doppia arriva il 7 Novembre nella vittoria sugli Heat. Rilevante inoltre la nomina nel Rising Star Challenge di quest’ultimo All Star Game, e i career high di 20 punti il 23 Dicembre e di 13 rimbalzi il 31 Gennaio.

 SCHEDA TECNICA

Agilità è la parola d’ordine. L’agilità di Sabonis è disarmante se viene rapportata con la stazza (7 piedi, circa 211 cm), è molto veloce e sa muoversi con grande rapidità negli spazi angusti, grazie anche ad una raffinata virata in arresto. Si potrebbe pensare che un ragazzo così agile possa non essere anche robusto, chi lo pensa si sbaglia, perchè è vero che pesa solo 109 kg, ma ha una capacità al di sopra del normale nell’assorbire i contatti quando va a concludere al ferro. La rapidità laterale, dovuta a buonissimi piedi concessigli da madre natura lo rendono inoltre un affidabile difensore perimetrale quando mette molta pressione sull’attaccante. Rimanendo nella metà campo difensiva, la forza fisica riesce a farla prevalere anche su molte ali grandi, usa moltissimo il petto per contenere l’avversario in post, un esempio eclatante è la difesa su Pöltl nella famosa partita contro gli Utes. L’agilità, insieme a un notevole QI, lo rende un grande rimbalzista, riesce a buttarsi nella lotta a rimbalzo anche quando è sul perimetro, sa sempre qual è il momento giusto. L’abilità a rimbalzo è dovuta anche alla forza che mette nell’afferrare i palloni per aria, e quando capisce di non riuscire a bloccarla, effettua intelligenti tap out verso il perimetro, anche se si trova in inferiorità numerica. Sull’abilità realizzativa è già abbastanza efficiente, ma può comunque migliorare, soprattutto in jump-shot, dal post è già una sicurezza. Tecnicamente i suoi punti forti sono questi, e se si vuole aggiungere il fattore “mentale”, si può solo parlare bene di questo ragazzo, ama competere e gioca sempre in modo intelligente.

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I punti da migliorare vanno ricercati sia in attacco che in difesa. È vero, è dotato di ottimi piedi, però rimane, ogni tanto, troppo verticale nel difendere un giocatore dal perimetro, e può risultare scoordinato nel contenere una penetrazione da una guardia più veloce di lui. Sempre nella difesa perimetrale, le sue braccia corte lo rendono un cattivo contestatore, anche quando deve stoppare, solo 1.1 di media per 40 minuti, mentre nel post soffre molto sui centri molto più fisici di lui, lo mandano dove vogliono. Sempre in difesa, quando un attaccante finta il tiro, molto probabilmente salta, e di conseguenza commette fallo. Anche in attacco il problema “braccia corte” si fa sentire, perchè potrebbe non riuscire a concludere al meglio a canestro. Passando ai problemi ipotetici, si pensa che non potrà sfondare come realizzatore in NBA, quando viene raddoppiato in post, il 17.5% delle volte significa palla persa, e in un contesto NBA si sa che, trovato un punto debole, lo si ingigantisce esponenzialmente, a differenza del college. Un altro problema è quello dell’accanirsi nel cercare di concludere dalla spalla destra, e si gli negassero sempre il movimento? Poi, ogni tanto, la forza che utilizza nella lotta in post diventa troppa, e in NBA sono bravissimi a far notare l’eccessiva prepotenza con la quale si aggredisce il canestro dal post, lasciandosi cadere e ottenendo uno sfondamento.

In breve: “Una doppia doppia che cammina”, ma potrebbe non risultare così in NBA.

Oklahoma City Thunder v Toronto Raptors

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 19 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente matricola di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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