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5 Questions to: Luca Mazzella

Collaborazione, condivisione, trasfusione di idee e pareri; è questo quello che dovrebbe coinvolgere e unire migliaia e migliaia di persone attratte dalla medesima passione ed è questo quello che, con la nuova rubrica “5 Questions To”, mi sono posto come obiettivo. Una chiacchierata con chi, del basket giocato, scritto e chiacchierato ha fatto un lavoro, una passione o semplicemente un passa tempo e la mia rubrica parte da Luca Mazzella e dalla nascita e la crescita esponenziale di OverTime – Storie a Spicchi; cinque domande che ci permettono di capire, attraverso l’umiltà e il lavoro del nostro gradito ospite, fin dove l’amore per lo Sport e in ciò in cui si crede, può spingere le persone.

1) Come si appassiona Luca Mazzella al Basket NBA e come nasce l’idea di dar vita ad “OverTime -  Storie a spicchi”?

“Mi sono appassionato al basket per un passato da giocatore e da allenatore, motivo per cui ho sempre seguito con passione sia quello italiano (anche se confesso, dalla scomparsa della Napoli in cui ho fatto le giovanili mi sono disaffezionato un bel po’) che quello europeo e ovviamente quello americano. L’idea di “Overtime” nasce dal fatto che, collaborando con diverse pagine e blog del web, ebbi l’idea di creare uno spazio tutto mio, che si chiamava “Luca Mazzella – Articoli” e stats, un obbrobrio, per raccogliere quanto scritto sui vari siti. Da lì ho iniziato a postare qualche storia che mi piaceva cercare sul web, poi qualche curiosità, e alla fine è diventata Overtime. È nata come gioco e resterà sempre un gioco.”

2) Più di 100.000 like solo su Facebook e migliaia di followers sugli altri social network. Qual è la vita dell’amministratore di Over Time tra lavoro e vita reale?

“È la vita di un normalissimo ragazzo di 29 anni che deve conciliare questo hobby con il suo lavoro. Il tempo si trova sempre, io poi non amo dormire quindi,  spesso e volentieri la notte vedo 1-2 partite e spunti per scrivere, tra basket giocato e curiosità, si trovano sempre. Quando poi riesco a ritagliarmi un paio d’ore continue mi piace cercare storie di giocatori e ricostruirne passo passo le carriere. È uno sfogo, un modo per svagarsi, senza alcuna pretesa di fare il professionista della situazione, cosa che 100.000 e più persone non mi rendono. Sono un normale appassionato con una bacheca più grande del solito, diciamo così”.

3) Non solo Basket: i successi di Roger Federer, l’amata Fiorentina e il tragico episodio che ha colpito il mondo viola con la scomparsa di Capitan Astori. Quali sono le emozioni che lo sport è in grado di trasmetterti?

“Avendo sempre gestito, come faccio tutt’ora, la pagina in modo prettamente personale, senza collaboratori diretti o accessi di altre persone, ho sempre usato “Overtime” per dare libero sfogo a tutti i miei idoli a 360 gradi, travalicando spesso oltre il basket. La mia passione per Federer e il mio tifo ormai di lunghissima data per la Fiorentina sono cosa nota, gli utenti lo sanno e ormai hanno identificato la pagina con Luca Mazzella, tifosissimo viola e sfegatato fan di Roger.  La scomparsa di Astori mi ha profondamente colpito da tifoso, da suo coetaneo, da persona che lo conosceva,  visto che seguo spesso la squadra soprattutto quando sono qui a Napoli. Non è una frase fatta, ma parliamo davvero di un ragazzo lontano dai riflettori e dai vezzi tipici dei calciatori, molto umile e sempre cordiale con tutti. Quello che ha rappresentato per chiunque ci abbia parlato anche solo 5 minuti è sotto gli occhi di tutti: i messaggi del mondo sportivo intero, la reazione umana del “suo” spogliatoio, la vicinanza dei tifosi, la compattezza di una città eternamente divisa come Firenze. L’aver fatto emergere quel tratto “umano” di un mondo che spesso sembra sfuggire alle emozioni, quelle vere, sotterrate da tifo e polemiche, è un piccolo miracolo.”  

4) “Nba – Una lega di Campioni” e “LeBron James – The Chosen One”.  Descrivici il Luca Mazzella scrittore

“Il “Luca Mazzella scrittore” è già un parolone, gli scrittori sono altri. Io da appassionato, con la grossa visibilità che la pagina mi offre, ho avuto una proposta per il primo libro che, con entusiasmo, ho accettato senza nemmeno pensarci troppo. Devo dire che ho abbondantemente sottovalutato la popolarità che una pagina di così tante persone offre e se dovessi dirti che rifarei in modo uguale “Una Lega di Eroi”, ti mentirei. È un po’ il motivo dietro “The Chosen One”: volevo avere modo di scrivere senza fare riferimento a storie già pubblicate sulla mia pagina, volevo andare oltre una semplice raccolta di racconti, volevo fare qualcosa di più maturo, e ho rischiato scegliendo il giocatore forse più forte di tutti i tempi, per giunta ancora al top. Ma ripeto, io vivo tutto come un gioco, e sono felice se nel mio piccolo anche solo 10 persone in più si siano avvicinate alla pallacanestro. Già questa è una grande vittoria. Leggere i messaggi che ricevo in pagina, sul mio profilo, vedere le foto degli utenti col libro è comunque una bella soddisfazione.”

5) Lasciamo per ultimo l’analisi della stagione NBA 2017-2018. Quali spunti di riflessione ti ha lasciato la Regular Season? E cosa ti aspetti dai PO? E non dimenticare il tuo personalissimo pronostico. Chi si contenderà l’ambito anello alle Finals e chi riuscirà a vincerlo?

“L’impressione è che dietro Cavs e Warriors sia nato e stia nascendo qualcosa di importante. A Ovest Houston con Paul sembra una squadra decisamente più pericolosa dello scorso anno, ma anche i Thunder al netto delle tante difficoltà avute in Regular Season,  sembrano poter creare grattacapi alle prime due. Ci sarebbero anche gli Spurs, ai quali una chance la dai a prescindere, ma senza Leonard è impresa ardua arrivare in fondo. A Est non si può non parlare della squadra del momento, Philadelphia. Vederli crescere così in fretta è esaltante, come è esaltante scorgere in Simmons i tratti del futuro padrone della Lega. Con lui e Embiid hanno la reale possibilità di vincere, magari non quest’anno ma già nel giro di un paio di stagioni. Stanno migliorando in modo impressionante, così come i Celtics, che hanno costruito il sistema ideale in cui inserire Hayward che non potrà che avere effetti positivi, il tutto senza trascurare i Raptors, che Casey ha saputo trasformare e rendere squadra totalmente diversa dagli anni passati, con meno isolamenti, meno palla ferma nelle mani di Lowry e DeRozan e più equilibrio anche grazie a una panchina insospettabilmente produttiva.

A livello individuale credo che la stagione di LeBron sia stato un qualcosa di difficilmente replicabile nella storia, a quell’età e dopo 15 stagioni, meritevole di MVP. Stiamo vedendo il più grande nel momento più alto della sua carriera: è un privilegio che non tutti hanno avuto, ma pescare tra lui, Harden, Westbrook (che a conti fatti finirà in tripla doppia di media per il secondo anno consecutivo) e gente come Lillard e Davis che hanno fatto dei veri e propri miracoli con le rispettive squadre, non sarà semplicissimo. Segno di quanto questa NBA stia salendo vertiginosamente di livello anno dopo anno.

Alla fine però, se mi chiedi un pronostico, non vado tanto lontano dalle certezze e ti dico Cavs-Warriors, forse con più difficoltà degli anni precedenti ma sarò felicissimo di sbagliarmi. Se trionferanno i Cavs, coronando l’annata perfetta di LBJ, o Golden State, confermandosi la miglior squadra degli ultimi anni, poco conta. Sarà comunque uno spettacolo.”

luca

Finisce con il pronostico del disponibilissimo Luca il primo episodio di “5 Questions to” e invitandovi a dar voce alla vostra passione per la NBA, che sia su NbaLife.it o su OverTime –  Storie a Spicchi, vi do l’appuntamento alle prossime 5 Domande in compagnia di un nuovo graditissimo ospite.

Francesco Rivano

Francesco Rivano

Nato il 12/11/1980 a Iglesias, nel profondo Sud della Sardegna e cresciuto a Carloforte, mi sono laureato in Economia e Commercio nel 2007 trovando successivamente un impiego nell'ambito della gestione contabile. Calciatore e calciofilo fin da tenera età ho militato nella squadra del mio paese per 15 anni. Nel 2000 sono stato folgorato come Paolo sulla via di Damasco e mi sono convertito al basket. Il mio personalissimo Messia ha un nome e un cognome: Allen Iverson. Attualmente mi occupo di intermediazione immobiliare ma la più grande passione rimane la palla a spicchi color arancio e narrare le vicende della NBA e dei suoi protagonisti è la mia massima espressione di libertà e divertimento.

 

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