2017 NBA Rookie Photo Shoot

0 Anno Lonzi

lonzo-ball-road-uni-dribbles-isoNome: Lonzo

Cognome: Ball

Città di nascita: Anaheim, CA

Età: 19 (27 ottobre 1997)

College: UCLA

Altezza: 198 cm

Peso: 86 kg

Ruolo: Playmaker

Draft 2017: 2^ scelta assoluta

Bio

Utilizzo del latino in modo pessimo a parte, siamo qui, cari lettori di NBA Life, alle soglie della settantaduesima edizione del campionato NBA. Le 30 franchigie, dopo alcuni cambiamenti, talvolta radicali, si daranno battaglia per vincere il titolo, che implica anche l’anello, il premio più ambito da qualsiasi giocatore. I cambiamenti sopracitati non riguardano solo gli scambi e la free agency, ma anche il Draft, nella notte in cui tutte le franchigie (o quasi) scelgono la promessa che, a loro modo di vedere, potrà cambiare il volto della propria squadra.

Ripercorriamo quindi gli eventi di quel 23 Giugno scorso, ricordando che i Celtics hanno ceduto la loro prima scelta assoluta ai Sixers. Bryan Colangelo decide di puntare, ovviamente, su Markelle Fultz dall’università di Washington, ma non sono qui per parlare di lui, almeno non oggi. La scena oggi, e non solo, se l’è rubata un giovane ragazzo classe ’97 nato ad Anaheim, a circa 40 chilometri di distanza da Los Angeles, all’anagrafe Lonzo Anderson Ball. Ecco, il cognome è tra i più azzeccati della storia, gira voce che l’ostetrica abbia tirato fuori prima una palla da basket che il piccolo Lonzo dal grembo di mamma Tina, ma probabilmente è stato un piccolo scherzo di papà LaVar, lui sì che è un giocherellone, una volta disse di poter battere Michael Jordan in 1 contro 1 e Shaq col figlio in un 2 contro 2 insieme al suo terzo figlio LaMelo. Avviato alla carriera cestistica dai genitori, entrambi ex cestisti, cresce sempre col pallone tra le mani, palleggia nel sonno, stacca in terzo tempo da camera sua fino a quella del fratello LiAngelo, ma verso i 14 anni vola da un lato del marciapiede all’altro, giusto per tenersi in forma tra un allenamento e l’altro alla Chino Hills High School con la quale, nell’anno da senior, raggiunge la tripla doppia di media, porta la squadra a 35-0 di record e vince il titolo statale. Tra le altre cose vince innumerevoli premi individuali, tra cui la convocazione all’All American.

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Piccolo recap in funzione della scelta del college: nasce a 40 chilometri da Los Angeles, frequenta la Chino Hills, che confina con la LA County, dove poteva andare se non a UCLA? Non c’è stato nemmeno bisogno di mandargli la lettera di invito, gli hanno steso il tappeto rosso, sia mai che il giovane faccia ritornare la squadra ai fasti dei decenni precedenti? Purtroppo, come comanda la moda di adesso, non c’è spazio per restare al college per giocatori come Lonzo, definiti meteore. Il college è diventato un anno di transizione, un “obbligo di frequenza” della durata di una stagione se vuoi accedere all’NBA. Fatto sta che Ball lascia un buon ricordo ai tifosi di UCLA, la squadra viene eliminata alla Sweet Sixteen dall’armata Kentucky, nella quale giocavano talenti del calibro di De’Aaron Fox e Malik Monk, entrambi compagni di draft di Lonzo. Chiude la stagione con 14.6-7.6-6 di media, quasi 2 rubate e un inquietantissimo 41% dall’arco dei 3 punti, vista l’ancor più inquietante tecnica di tiro, ma finché va nel canestro ha ragione lui.

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Superato lo “scoglio” college, è il momento di fare sul serio, di entrare nell’olimpo dei professionisti, in NBA, passando per questo draft 2017, ma chi l’ha scelto? La risposta la sappiamo tutti ormai, ma la sapevamo già da molti mesi prima del draft, Lonzo era destinato a giocare nella città degli angeli, nello Staples Center, al servizio di coach Luke Walton, nei Los Angeles Lakers. Probabilmente LaVar ha minacciato Colangelo di non sceglierlo e venduto l’anima al diavolo per permettere al primogenito di giocare coi Lakers, ma LaVar è LaVar, non c’è da stupirsi. Summer League, tutta la pressione sulle spalle di Lonzo (colpa di LaVar), emozionato di giocare la prima in maglia giallo-viola, seppur Summer League, che cosa succede? Partitaccia del ragazzo. Lapalissiano, no? Si riscatta però nelle partite successive, sforna triple doppie e doppie doppie come se fosse la cosa più facile del mondo, vince la Summer League e viene nominato nel miglior quintetto della manifestazione e MVP della stessa. Passata anche quest’ultima fatica, è arrivato davvero il momento di dimostrare a tutti quanto vale, nella settantaduesima edizione del campionato NBA, la “0 Anno Lonzi”.

Scheda tecnica

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Sa tirare, sa tirare anche da molto lontano, e questa è una qualità di cui vantarsi, 41% da 3 punti, tirando anche da distanze poco ortodosse, è fenomenale, c’è però un piccolo particolare nel suo tiro che non convince pienamente tutti, la sua tecnica. Sarò breve, Lonzo non carica il tiro come gran parte dei suoi colleghi, ossia dall’altezza della testa all’incirca, Lonzo inizia il tiro dal petto, e non è il fatto più strano di questo particolarissimo tiro. Infatti il rilascio del pallone non è verso la sua mano forte (la destra), bensì a sinistra, immaginatevi un destro rilasciare il pallone dal lato sinistro del corpo, è strano, molto strano, aggiungerei brutto da vedere, ma se entra ha ragione lui. Il fatto che entri così spesso in NBA è molto più complicato, non solo perla linea da 3 più lontana, ma proprio perché carica il tiro dal petto, e le difese NBA non ti lasciano questo tipo di tiro come succedeva al college. Un tiro contraddittorio insomma.

Oltre al tiro ha altri punti di forza e di debolezza, è un giocatore molto agile, soprattutto se si pensa a un play di quella statura (1.98), e veloce, ma manca un po’ di massa muscolare, 86 chilogrammi son pochini. In transizione nessuno può fermarlo, ma in difesa lascia a desiderare, anche perché con quelle braccia potrebbe arrivare ovunque, ma forse è solo mancanza di voglia dettata dall’età. Ultimo aspetto da evidenziare del suo gioco, fondamentale a mio parere, è il playmaking, l’abilità di creare. Lonzo ha una visione di gioco celestiale, vede linee di passaggio nascoste all’occhio umano, e se aggiungiamo le infinite braccia di cui è dotato, nessun punto del parquet è inarrivabile, al college ha migliorato le prestazioni dei compagni, basti pensare a TJ Leaf, un cecchino grazie ai passaggi di Lonzo. Rimane solo un altro piccolo dettaglio da evidenziare che potrebbe precludere al ragazzo di avere una carriera degna di nota, una persona per essere precisi, un parente molto stretto, proprio lui, colui che può battere MJ: LaVar Ball.

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 19 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente matricola di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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